Hateful Desolation – Withering In Dust

Hateful Desolation è il nome di una nuova e giovanissima entità Italo/Egiziana, il duo sceglie di scardinare le ultime difese psicologiche, quelle poste esattamente al limite, sarà un “turbamento” glaciale […]

Hateful Desolation è il nome di una nuova e giovanissima entità Italo/Egiziana, il duo sceglie di scardinare le ultime difese psicologiche, quelle poste esattamente al limite, sarà un “turbamento” glaciale ad impadronirsi del clima, un rifugio anestetico che prende a se ogni micro secondo necessario per agire ed elaborare segretamente il suo volere. Una colata depressivo/malinconica che si muove sotto le sembianze di un black metal dilatato ma smaccatamente melodico, straziante ma capace di spiccare grazie ad una predisposizione base particolarmente intensa.

Appena due canzoni (più la versione strumentale di Your Memory Will Never Fade), ma già capaci di lasciare un discreto solco, Withering In Dust è niente più di un “timido” primo passo nell’inflazionato mercato musicale e come tale va preso e somministrato, inutile ricamarci sopra vane quanto complicate argomentazioni. Chi non si è ancora stancato di cercare o raschiare l’underground lo troverà certamente delizioso nel suo carattere plumbeo e negativo (quando l’eccesso “negativo” cerca di procurare l’esatto contrario, qualcuno potrebbe capire), nella sua produzione “infettata” dal marcio esistenziale, leggiadria schiacciante capace di sottrarti l’aria intorno senza dover fare la fatica d’evidenziarlo.

Se volete nomi di riferimento posso dirvi giusto Exiled From Light o Make A Change… Kill Yourself, ma anche tanti altri molto più sconosciuti andrebbero citati, gli Hateful Desolation non giocano di certo a nascondersi, non hanno paura di risultare troppo melodici e aprono costantemente il quadro ad uno sfogo che cerca di “buttare fuori” anziché “tenere tutto dentro” (qui magari le uniche differenze a livello di sensazioni).

Molto buona la prova velenosa di Gray Ravenmoon, da subito evocatrice di altre epoche, ma anche le chitarre se bene esaminate andranno a determinare un tocco “misterioso” antecedente l’esplosione del “fenomeno depressive” arrivato -con prepotenza- solamente qualche tempo dopo (esempio calzante è Withering Away in Solitude, canzone che cerca di unire questi due lati così differenti ma sotto sotto appartenenti alla stessa fonte).

Withering in Dust è un buon intrattenimento, i brani non annoiano e i ragazzi sembrano già in principio ispirati a dare il meglio. Presto, anzi prestissimo per decretare appelli più o meno altisonanti, ma se l’affascinante giornata grigia e densa di nebbia si vede già dal mattino….

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