Hanging Garden – I Am Become

Ritorno nel mondo Hanging Garden con in quinto tassello I Am Become. I nostri (ancora sotto la sempre valida Lifeforce Records) proseguono la loro interessante carriera con un lavoro che […]

Ritorno nel mondo Hanging Garden con in quinto tassello I Am Become. I nostri (ancora sotto la sempre valida Lifeforce Records) proseguono la loro interessante carriera con un lavoro che cerca di evidenziare, o di espandere, l’importante termine della “crescita”. La formazione finlandese riesce ad allargare un certo spettro sonoro senza distaccarsi dalla propria impronta madre, e per le mani ci ritroveremo un disco pronto a rifuggere l’immediatezza ad eccezione di un solo episodio (non a caso la già mitica Elysium di cui è stato anche girato un video).

Ciò che stupisce di I Am Become è la costante ricerca di evasione da alcuni canoni dettati da certa scontatezza. Non troveremo difatti al suo interno un pezzo dall’approccio simile ad un altro, ci troveremo innanzi un percorso profondo e introspettivo, pronto ad uscire solamente alla distanza e dopo aver “covato” tanta pazienza in corpo (diciamo che bisogna afferrare il momento altrimenti potrebbe finire male).

Non è da tutti cominciare l’album con un brano del calibro di As Above, So Below, sei minuti per nulla “easy” e alla perenne ricerca di sensazioni “magmatiche”, rimaste assopite chissà dove. Gli Hanging Garden giocano le loro carte in completa consapevolezza, il loro melodic death doom viene tenuto centrico, e saranno presenti quelle esalazioni post metal a cui ormai ci hanno abituato da tempo. Ma ogni cosa si muove a favore di un disegno più grande, completamente assoggettato a virtuosità creative per niente comuni. E’ come se i nostri se ne infischiassero di forme prevedibili o imposte dal gusto comune (per quello ci sarà la sola e già menzionata Elysium, pura dimostrazione di come i nostri siano capaci di creare grandi brani alla Katatonia/Daylight Dies al solo pensiero).

Stupisce I Am Become e lo fa nella maniera “giusta”, quella che vorremo sempre percepire nelle discografie delle varie bands. I brani installano le loro potenzialità con accortezza e solo nel tempo, te ne accorgi di fronte i riflessi di un nuovo passaggio di Hearthfire, dei suadenti colpi “post” di Our Dark Design o quelli trip hop di Kouta per finire sullo stampo classico di una From Iron Shores. Mentre menzione particolare se la merita l’ultima Ennen, cristallino gioiello nordico che ha la capacità di lasciarci nell’assordante silenzio di un guscio vuoto (si rimane praticamente senza parole).

A piccoli passi gli Hanging Garden stanno scavando un loro particolare cunicolo. Chissà tale intraprendenza dove potrà portarli; al momento serve solo immergersi, chiudere gli occhi, e lasciare fluire, decantare questo solenne I Am Become.

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