Grave – Endless Procession Of Souls

Quando il mondo starà per crollare una delle poche certezze saranno gli svedesi Grave, un sicuro appiglio fidato, quel braccio che non mollerà mai la presa e ti resisterà nel […]

Quando il mondo starà per crollare una delle poche certezze saranno gli svedesi Grave, un sicuro appiglio fidato, quel braccio che non mollerà mai la presa e ti resisterà nel tempo. Autori di una eccezionale discografia i nostri non ne hanno ancora abbastanza di “spaccare” e tranciare con la loro corrosiva motosega elettrica. Endless Procession Of Souls non raggiungerà di certo i loro apici (solo una Amongst Marble And The Dead riesce nell’intento di sfiorarli per mio gusto), ma offre senz’altro una prova altamente dignitosa, una prestazione che altri mostri sacri vorrebbero saper produrre nel periodo di “anzianità”.

Endless Procession Of Souls per i suoi tre quarti d’ora vi farà vivere un incubo in pieno swedish death metal style (ma che scoperta!), alcune canzoni convincono maggiormente di altre è vero, ma la somma finale non prevede brutture o zoppicamenti da amputazione, cose che spesso finiscono con l’affossamento di un disco comunque sufficiente. Le chitarre aggrediscono e dilaniano, Ola Lindgren esalta come di consueto per mezzo del suo growl putrido e “grattato” (eh no, non stanca proprio mai).

Dicevo di Amongst Marble And The Dead, i suoi scarabocchi sono assolutamente perfetti e sfociano dentro una strofa così mitica che stento quasi a crederci quando riguardo l’anno di uscita. Per me un pezzo mitico, da mettere in teca e stop (SloooW!!).
La produzione incanta nella sua pienezza, si toglie di dosso un pizzico di marcio certo, ma ciò che si perde lo si acquista in potenza, è l’impatto quello che vogliono i Grave e su questo disco lo ottengono con una facilità disarmante. Disembodied Steps si regge su ritmi vorticanti ed inarrestabili (SlooooW pt.2) ed incanta con un testo “super poetico”. Se i Celtic Frost avessero suonato death metal avrebbero composto sicuramente qualcosa di molto simile a Flesh Epistle, mentre nella rimanenza  finiscono a primeggiare la solida Winds Of Chains, Perimortem, la trascinante Plague Of Nations e lo “spirito monolitico” finale di Epos (SloooW pt.3).

Endless Procession Of Souls è sicurezza, è tremenda trascinante certezza, un disco che vale più di mille manifesti sparsi al vento. Pura concretezza posta al comando.

About Duke "Selfish" Fog