Gorgosaur – Lurking Among Corpses

Il debutto Gorgosaur suggella un periodo veramente positivo per il death metal svedese; ma ora, tralasciando chissà quali uscite a me ignote degli ultimi mesi/settimane mi sono capitati fra le […]

Il debutto Gorgosaur suggella un periodo veramente positivo per il death metal svedese; ma ora, tralasciando chissà quali uscite a me ignote degli ultimi mesi/settimane mi sono capitati fra le mani fior fiori di lavori come il ritorno dei Vanhelgd o i nuovi di Sorcery ed Humanity Delete, il tutto senza dimenticare i movimenti sempre graditi a firma di Paganizer e Centinex.

E niente, ci voleva il “nome nuovo” per tirare un pò le ottime somme del momento, e i Gorgosaur con il loro Lurking Among Corpses (a proposito, che grande copertina) ne sono l’esempio perfetto, ancor di più se pensiamo da quali radici il disco ha tratto linfa vitale (il solo nominare Tomas Skogsberg e i suoi Sunlight Studio genera immediata sudditanza diciamocelo) prima di terminare sulla nostra famelica tavola.

Classico death metal svedese con l’inventiva di una doppia prestazione canora-alternata maschile/femminile a dettar legge sulle spinose note profuse. Se quella dominante di Martin Schönherr (batterista) potevano aspettarcela di certo non possiamo stare a dire lo stesso delle “fameliche” intrusioni di Åsa Hagström (anche al basso e chitarra), pronte a sconquassare ed innervosire la “quiete” delle acque.

Entusiasmano per mezz’ora i Gorgosaur, a partire dalla sicura “hit” Terror Incarnate. Da quel momento in poi ogni canzone accrescerà il sentimento nei confronti di un genere che elegge Entombed, Nihilist, Dismember, Grave e Nirvana 2002 come dei assoluti della materia. Elevatissime anche In Darkness They Come Crawling o la “spezza-collo” Body Snatchers (guidata da una ispiratissima Åsa). La seconda parte del supporto ci dona altre “grazie” come la title track (ritmica fucilata), Gashes and Demise (incominceremo ad intravedere il loro tocco a “staffetta”), The Antropophagus (splendidi gli insidiosi passi iniziali) e la pesante Burial of Rats (cosa succede durante la declamazione del titolo!).

Lurking Among Corpses aggredisce con l’inconfondibile sound ma c’è da dire che andrebbe ben poco lontano senza il seminale appoggio dei pezzi. I Gorgosaur realizzano in tal modo un debutto che farà senza dubbio felici i “duri a morire”e i patiti delle cosiddette chitarre a motosega.

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