Godflesh – Decline & Fall

Hardcore, metal, noise, EBM… qualunque sia il vostro background musicale, avrete prima o poi dovuto intraprendere questo claustrofobico viaggio, questa alienante esperienza: Godflesh. Riff cupissimi, linee di basso profonde ed […]

Hardcore, metal, noise, EBM… qualunque sia il vostro background musicale, avrete prima o poi dovuto intraprendere questo claustrofobico viaggio, questa alienante esperienza: Godflesh.

Riff cupissimi, linee di basso profonde ed avvolgenti, tonnellate di sample: ecco il doloroso ruggito di protesta proveniente dal Regno Unito. Un fastidioso senso di malessere covato durante gli anni del mandato Thatcher (Fall of Because) e che vedeva la propria parabola conclusiva nell’ottimo – e sottovalutato – Hymns del 2001.

Ma il mondo, lo sappiamo bene, fa sempre più schifo, la società continua a prenderci impietosamente a calci in faccia. Inevitabile, quindi, il ritorno di una certa lucida ossessione, il come back della Carne di Dio.

Decline & Fall, una testimonianza spontanea e libera, che segue i principi fondamentali dell’attitudine Broadrickiana. Lento, emozionale, tribolato… plasmato sotto al consueto bombardamento di campionatori e drum machines, ma pesante come un muro di cemento, il sound dei Godflesh viaggia all’unisono con le lancinanti tematiche trattate: un flusso di coscienza, un qualcosa di sommerso che nasce dal subconscio e non desidera essere necessariamente chiarito. Educazione, religione, controllo della mente, uno spaccato della società in cui sopravviviamo.
Una melodia crudele, in grado di coinvolgere anima e corpo, lontanissima da qualsivoglia delimitazione, ma altrettanto vicina ai nostri cuori.

Alexander Il'ič Ul'janov

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