Gloom – Doggod

Secondo full-lenght per gli spagnoli Gloom, il loro Doggod si posizionava nelle vetrine durante l’annata 2015 e si prefiggeva l’obiettivo di farci compagnia con schiette dosi di accelerato e abrasivo […]

Secondo full-lenght per gli spagnoli Gloom, il loro Doggod si posizionava nelle vetrine durante l’annata 2015 e si prefiggeva l’obiettivo di farci compagnia con schiette dosi di accelerato e abrasivo death metal (spesso sconfinante nel brutal, in altri casi bravo nel mostrare un “refrigerante” lato melodico). Il disco appare scoppiettante, ferale e irrequieto il giusto, bilanciato fra rallentamenti e momenti “schizzati” capaci di non lasciare indizi o prevedibilità del caso, insomma soluzioni atte a intrattenere quel giusto che di partenza vorremmo vederci sempre garantito. I Gloom esprimono da subito una buona impressione tanto da lasciarci quantificare buona parte del risultato già ad un primo e delizioso assaggio. La scorrevolezza balza all’occhio (aiutata da una produzione trainante), posizionata ad hoc per spiccare, scream e growl saranno pronti ad iniettare la giusta dose di adrenalina a seconda del obiettivo prescelto e canzoni pronte a lasciarsi il testimone senza cali.

Doggod è semplice, selvaggio e dotato di quel pizzico di tecnica necessario a bilanciare, giusto per non stufare l’ascoltatore voglioso di lanciarsi con tutto il peso possibile contro l’ambito muro sonoro del momento. Doggod è un carro di medie dimensioni pronto a trainare oggetti talvolta impensabili rispetto alla sua portata. I Gloom fanno valere appieno il detto: “testa bassa e pedalare” e non rimane altro da dire se non scuotere questa diavolo di testa ancora una volta. Incombenza e pesantezza le lasciamo ad altri, con i Gloom l’esercizio verrà eseguito con incredibile facilità, con il cervello leggero, subito pronto per inserirsi dentro queste spire mutevoli e scagliate a modo.

Non posso far altro che elogiare la Morbid Shrine Productions per aver confezionato un disco di questo tipo, un disco per il quale risulterà fuorviante iniziare tediosi track by track (anche se Mass Infection voglio comunque sottolinearla, praticamente un riassunto efficace circa la loro proposta). Lasciarsi trasportare dalla corrente generata, questo l’unico imperativo.

About Duke "Selfish" Fog