Germ – Loss

E dopo lo spazio dedicato al bellissimo debut ecco arrivare quello per il mini cd (di ben 34 minuti) inedito intitolato Loss. Il Germ sound rimane quello, soft ma disperato, […]

E dopo lo spazio dedicato al bellissimo debut ecco arrivare quello per il mini cd (di ben 34 minuti) inedito intitolato Loss. Il Germ sound rimane quello, soft ma disperato, esecutore di pop-digressioni e voci pulite sognanti ma dai tratti contemporaneamente cupi.

L’acquisto di Loss è da considerare assolutamente imprescindibile per chi ha amato il debutto Wish alla follia, anche solo per poter usufruire dei primi due brani posti in tracklist, due capolavori fatti in diversa forma ed intensità. La prima My Only Hope rifugge da qualsiasi schema, seduce e dilania con una facilità disarmante, mentre So Lonely, Dead Lonely si candida da subito per l’ambito premio di canzone migliore del gruppo australiano. Non mi viene niente da dire su questa canzone se non “puro flusso vitale“, intensità talmente forte da spiazzare, urla pronte a rapire e un momento con voce pulita atto a liberare tutta l’esperienza fin lì accumulata. Dopo due esperienze del genere sarà anche solo difficile riuscire a mantenere alta l’attenzione, difatti sembrerà formarsi una sorta di “spaccatura” con il resto del corpo (cd), che invece proseguirà la sua corsa in modo dignitoso sino alla conclusione (bisognerebbe spezzare l’ascolto forse, uno dei pochi casi dove potrebbe risultare utile), ovviamente munito della ormai solita eleganza.

E’ sognante Only When Every Timepiece In The World Is Smashed (Part I), brano che vede le due parti vocali dividersi equamente l’oscuro lavoro di “introspezione progressiva” (il brano è mutevole e si lancia in sperimentazioni soft a dir poco “liberatorie”) mentre la seconda parte è un breve spaccato melodico “arpeggioso” dall’anima southern (si, la creatura Germ continua imperterrita a stupire senza porsi alcun limite). Cold Grey Dawn (A New Beginning) fa molto “space metal”, l’incedere assume contorni “simpatici”, ed è bello il contrasto che si forma con le solite urla “depressive” (mai così estreme, possibilmente fastidiose ai più, ma talmente viscerali da lasciare il segno) e altre parti sensoriali ed “happy”.

Con Loss il progetto Germ diventava ancora più indefinibile, l’artista non si pone limiti ma soprattutto non fornisce direttive precise che possano farci intendere che tipo di percorso vorrà battere in futuro. Musica per persone profonde, per persone che ascoltano veramente di tutto, per chi è capace ad aprirsi continuamente a “nuovi mondi”, indiscutibilmente senza voto.

About Duke "Selfish" Fog