Gathering Darkness – The Heat of a Dying Sun

A ben dodici anni di distanza dal debutto Beholders of the Pain Planet ritornano forti di una carica a dir poco sproporzionata gli spagnoli Gathering Darkness. La nuova mortifera creatura […]

A ben dodici anni di distanza dal debutto Beholders of the Pain Planet ritornano forti di una carica a dir poco sproporzionata gli spagnoli Gathering Darkness. La nuova mortifera creatura prende il nome di The Heat of a Dying Sun e si prefigge di oscurare in un sol colpo i molti anni lasciati a marcire alle spalle (dal 2005 ad oggi c’è stato solo spazio per un ep ed uno split).

A colpire subito troviamo proprio una voglia di trascinare e travolgere tutto senza il bisogno di omettere una tecnica sempre quadrata e pensante, componente che mai stona o prevale sul primario “fattore massacro”. La mezz’ora abbondante di The Heat of a Dying Sun intrattiene dunque nella giusta maniera, aiutata da una produzione-detonazione che non si potrà fare a meno di notare in tutta la sua sfolgorante pulizia. A volerci cercare il difetto si potrebbe dire che tutto suona un pochino troppo liscio, ma d’altra parte il suono così pulito aiuta a esaltare quel pugno diretto che si avverte come “tanto cercato” dai Gathering Darkness. Le intenzioni scorrono su un filo pronto a valicare una sottile linea posta fra il brutal e il death classico (con qualche fraseggio thrash che male non fa) e la cosa a ben sentire non dispiace affatto.

The Heat of a Dying Sun diventa così quel disco di mestiere del quale realizzi subito i limiti ma in fondo poco ti importa, perché la noia viene abbandonata fuori dalla porta (e con lei tante menate) a favore di un ascolto dotato della giusta dose di intrattenimento. I Gathering Darkness si mettono lì come un blocco unico, pale in mano, duro lavoro e giù a scavare senza sosta giocando di melodia quando si tratta di scucire alcuni preziosi solos (break che non eccellono mai neppure stonano).

L’impasto sonoro arriva dritto e chiaro attraverso la prima Infernus Terra Est, un brano che taglia di netto il fattore sorpresa, introducendoci a quello che ci troveremo esattamente a rivivere per altre otto volte da li a poco. Meccanismo ben oliato e le varie The Light Won’t Save You, I’m the Weapon (…but You’re the Killer) e The Fall of All Your Gods a tirare le redini di tutto il disco.

  • 65%
    - 65%
65%

Summary

Necromance Records (2017)

Tracklist:

01. Infernus Terra Est
02. A World Within Us (Post Human World)
03. The Light Won’t Save You
04. The Heat of a Dying Sun
05. I’m the Weapon (…but You’re the Killer)
06. The Fall of All Your Gods
07. The Nihilist Manifest
08. Blood of Our Enemy
09. The Darkness That Dwells Inside Me

About Duke "Selfish" Fog