Funeral Winds – Sinister Creed

Quarto disco per gli olandesi Funeral Winds (si registra l’approdo su Avantgarde Music) ed ennesima dimostrazione di forza, di diaboliche frustate e coerenza nei confronti della corrente più grezza e […]

Quarto disco per gli olandesi Funeral Winds (si registra l’approdo su Avantgarde Music) ed ennesima dimostrazione di forza, di diaboliche frustate e coerenza nei confronti della corrente più grezza e malsana del black metal. E’ davvero lodevole il modo in cui i nostri si pongono da sempre, uscite sempre ben ponderate e mai buttate lì a raffica giusto per mantenere caldo il nome; una sola parola manovra il monicker ed è sacra: “coerenza”. Oggi come ieri, oggi come tanti anni prima.

I Funeral Winds con il nuovo Sinister Creed bissano a mio modo di vedere quella grande opera di malevolenza rispondente al nome di Nexion Xul – The Cursed Bloodline (2007, come vola il tempo). Entrambi sono figli di un riffing ispirato e tagliente quanto il suono di decine di lame, entrambi trasportano da inizio alla fine con mezzi semplici, primordiali e ben accorti (in questo caso se vogliamo ancor più “sintetizzati” e crudi rispetto alla fatica precedente), mezzi volutamente usurati ma sempre avvincenti e malevoli. I Funeral Winds sono in parole povere “il trionfo della pura malvagità” e non serve sapere altro prima di iniziare un loro scorticante incontro.

La loro forza sta nei muscoli e nella spiccata bestialità espressa, dal traino offerto con immane puntualità dal binomio chitarre/linee vocali, ed entrambi questi lati daranno il meglio in quanto crudezza e impatto; insomma quello che avremmo sempre voluto sentire sin da quando iniziammo ad ascoltare i Mayhem o i migliori Marduk di molti anni fa (quando li ascolto non posso che pensare in primis alla formazione norvegese).

Vado in difficoltà se riguardo la tracklist a priori, solo a quel punto realizzo la reale solidità di Sinister Creed, un brivido violento e rapace pronto a scorrere sulle note delle furiose The Road to Perdition, title track, Black Moon Over Saturn (esiste la preferita? Non lo so proprio, ma se fosse…forse..), Sekhmet e Nunc et in Hora Mortis Nostrae che ci lascia su note gelide, distaccate ma acuminate, ovvero l’ideale per chiudere la faccenda.

Con Sinister Creed i Funeral Winds riuniscono diverse sottili correnti, correnti che finiscono implementate al meglio dentro il loro dna di oscura e pressante efficacia. Un discorso nasce spontaneo: “non ne escono poi molti di album di questo peso nella ramificazione più truce e classica del genere, ciò dovrà solo dare a pensare ad un’unica lapidaria mossa, un unico chiodo fisso che si riassume nell’impossibilità di farselo sfuggire”. Dopo circa undici anni i Funeral Winds ritornano e sbancano.

  • 75%
    - 75%
75%

Summary

Avantgarde Music (2018)

Tracklist:

01. The Road to Perdition
02. Cursed is This Pantheon of Flesh
03. The Arrival
04. Sinister Creed
05. Blood
06. Black Moon Over Saturn
07. Sekhmet
08. Nunc et in Hora Mortis Nostrae

About Duke "Selfish" Fog