Funeral Baptism – The Venom of God

L’accoppiata rumena Loud Rage Music e Funeral Baptism batte un deciso segnale di positività nei riguardi della propria scena. La nazione ribolle e sa ancora come sparare cartucce dai tratti […]

L’accoppiata rumena Loud Rage Music e Funeral Baptism batte un deciso segnale di positività nei riguardi della propria scena. La nazione ribolle e sa ancora come sparare cartucce dai tratti letali, a questo giro sottoforma di velenoso, sguainato e classico black metal. The Venom of God è per l’appunto il disco di esordio per i “famelici” Funeral Baptism, si parla di un’opera cruda ed efficace, robina in grado crescere a modo da ascolto in ascolto insomma.

La partita si gioca sul breve (si sfiora la mezz’ora totale) e ciò rappresenta indubbiamente una freccia ben utilizzata nel loro arco. I Funeral Baptism non sprecano secondi preziosi se non per preparare a modo il terreno per mezzo dell’introduzione Aleph; una volta fatto ciò dichiareranno “pista libera” allo sfogo e a un tipo di fame pressoché insaziabile, ben appoggiata su riffing e strofe tirate ed intriganti, talvolta lambite da spunti malinconici (mi viene in mente subito Pale Rider).

Se penso a The Seething Spirit, al suo attacco all’arma bianca e a quelle sue strofe così avvincenti non posso che provare per la formazione altro che sincero e spontaneo attaccamento. Il brano rilascia spire ispide ed infuocate, onde d’urto ideali da cavalcare per un proseguimento stabilito dal “paletto” più lungo The Gift (si decelera senza perdere di vista il climax). Appaiono convincenti anche l’introspettiva e oculata title track e una Return to the Void ben decisa nel rinverdire sonori colpi di frusta.

The Venom of God è quel tipo di lavoro che finiresti per consumare aldilà del suo valore effettivo che di certo non può competere con i grandi del settore (si muovono tra Svezia e tiro di marca Enthroned). E’ un qualcosa che fa bene alla scena e che si lascia ricordare nel suo piccolo terreno di gestazione.

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