Frostwork – Lore of Winter – Ealdspell

Esordio Inglese per i Frostwork, una one man band (gestita da Dagon, una breve parentesi per lui negli Hecate Enthroned) fautrice di un esordio proprio strano, praticamente ero già pronto […]

Esordio Inglese per i Frostwork, una one man band (gestita da Dagon, una breve parentesi per lui negli Hecate Enthroned) fautrice di un esordio proprio strano, praticamente ero già pronto a distribuire una delle mie rare stroncature, ma poi l’insistenza ha cominciato a dare i suoi frutti portandomi su un percorso più “democratico” e senza bisogno di voto.

Lore of Winter – Ealdspell è certamente disco per pochi (le 100 copie stampate stanno li a dimostrarlo), è una fatica “senza capo ne coda”, sotto certi aspetti lo vedrei meglio se inquadrato  in qualità di unica e lunga canzone di quaranta minuti. Sarà facile perdere il segno (ad esempio la terza traccia Cast From His Wings me la “fumo” puntualmente ad ogni ascolto) poiché Dagon cerca sempre di svariare in diversi reparti, c’è il black metal marcio ed ipnotico, c’è una raggelante ritualità pronta a “dimensionarci” da tutt’altra parte e c’è un tentativo di dilatazione adagiato in forma ambient mistico/naturalisco (ancora acerbo ma non per questo meno affascinante). A conti fatti le canzoni vere e proprie sono davvero poche, per la maggior parte del tempo si cerca l’atmosfera “frosty” ben espressa fra le cose proprio dalla copertina (il classico/solito artwork che ti acchiappa, non c’è niente da fare, certe cose sono belle proprio perché rimangono invariate nel tempo) e da una lunga intro composta da gelidi sussurri e versi di corvo, versi che accompagnano l’incedere di On White Carrion Wings, pezzo in grado di spiegare al meglio cosa sarà l’ascolto di questo disco; scarno, essenziale, epico, distaccato, marcio, tutte queste parole risulteranno perfette nel cercare di descriverlo. Uno dei titoli più indovinati di sempre è Frozen Veins Shed No Blood, perfetta descrizione dello stato “raffermo” delle note pazientemente intessute. The Essence of Darkest Winter è invece un semplice viaggio ipnotico che porta prima al breve valico di The She Wolf e poi alla finale con This Woman Wolf Skin Clad, lunga composizione in grado di fornire l’ultimo goccio di stranezza/particolarità a questo percorso privo d’appigli e punti di riferimento.

Lore of Winter – Ealdspell è rivolto a chi vorrà togliersi uno sfizio (io lo comprai ai tempi della sua uscita), per chi è un “completista nato”, agli altri dirà molto poco (giusto per non dire cose peggiori). Selvatico e dagli spiccati passi onirici, un prodotto che di certo non ti aspetti tutti i giorni dall’Inghilterra.

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