Frigoris – Nur ein Moment…

Nessuna esitazione da parte mia al palesarsi del terzo disco marchiato Frigoris (pum, afferrato e subito ascoltato),anche se l’attesa poteva essere ben peggiore visto che alla fine contiamo “solo” tre […]

Nessuna esitazione da parte mia al palesarsi del terzo disco marchiato Frigoris (pum, afferrato e subito ascoltato),anche se l’attesa poteva essere ben peggiore visto che alla fine contiamo “solo” tre anni, una gestazione senz’altro necessaria o meglio “dovuta”, perché la musica di questa formazione tedesca va veramente “lontano”, scacciando ogni goccia di banalità ad ogni piccola nota, roba che di certo non va a comporsi in quattro e quattr’otto ecco.

Era compito difficile ritornare dopo Wind, un disco solido e di una bellezza smisurata, ma i Frigoris non si sono lasciati opprimere e hanno sfornato con Nur ein Moment… un lavoro dai toni certamente “meno immediati”, ma altrettanto sicuramente dai medesimi “valori sentimentali”. Quel che è certo è che senza Wind non avremo oggi un capitolo così adulto ed oniricamente chirurgico come Nur ein Moment… un disco così bello, assurdamente fosco ma pure splendente di raggi particolari, così “lineare” e ben studiato che quasi stenteremo a crederci.

I Frigoris mantengono inalterata la loro impronta tanto che finiremo per riconoscerli subito. La loro musica rimane su quelle coordinate melodiche di riferimento tedesco/austriache già evidenziate in precedenza, mentre verranno sottolineate con maggior enfasi quelle “sensazioni post” che da anni tanti consensi stanno raccogliendo in giro (ma queste non sono mai come dire “ruffiane”). Ma la medesima impronta non significa avere un dico uguale all’altro, certo si assomigliano ma si sente grondare la maturità, il succo di chi sa cosa vuole ottenere. I Frigoris nell’arco di pochi anni hanno così confezionato due gemme simili ma che differiscono di base per “l’umore di approccio”, in tal modo avremo il più diretto e scarno Wind, e oggi il sognante e prettamente meditato Nur ein Moment…

La nuova opera si presenta bene già dalla copertina, un artwork che fa gola ed invoglia subito al repentino acquisto (a proposito, che bello rivederli ancora sotto Hypnotic Dirge Records, sicuramente un bene per l’etichetta canadese ma il valore dell’album non avrebbe stonato ad esempio sui cataloghi della più nota Prophecy Productions), poi basterà entrare nel mood con l’opener Et in Arcadia Ego, prima gemma di sei prelibatezze, tutte intense, intime ed intriganti. Verremo cullati da un reparto strumentale sempre sinuoso e dalle solite –ispide e pungenti a loro modo- liriche in lingua madre che mai si lasceranno tentare dai sempre possibili aspetti “easy” della materia (che quando ci sono sono superiori come potremo testare su Himeros).

Così come per il disco precedente non c’è tanto da soffermarsi sulle singole canzoni, l’unica “fatica” che dovremo fare (ma farla bene) sarà quella di concederci, di lasciarci andare su movimenti fatti per essere vissuti e metabolizzati a dovere. Davvero, non lo ritenevo sinceramente possibile, invece Nur ein Moment… è riuscito –piano piano- a raggiungere i livelli del pluricitato Wind (non c’è nulla che tenga, li vedo troppo collegati fra loro). Black metal che tira con sagacia di fioretto, lasciarselo sfuggire sarebbe oltremodo imperdonabile.

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