Forteresse – Crépuscule d’Octobre

L’ennesima ventata gelida arrivata dal Canada, un’altra sorprendente prova a nome Forteresse, prestazione che va ad arricchire una discografia silenziosamente, e a suo modo, sempre più “dannata” ed importante. Con […]

L’ennesima ventata gelida arrivata dal Canada, un’altra sorprendente prova a nome Forteresse, prestazione che va ad arricchire una discografia silenziosamente, e a suo modo, sempre più “dannata” ed importante.

Con il monicker in questione si va sul sicuro insomma, la formula è quella, consolidata da tempo e nessuno la vuol di certo cambiare. Natura incontaminata e sensazioni misantropiche dominano il mood della loro musica, musica perennemente fredda, distaccata da ogni intento di “comune umanità”. Tempistiche dilatate e armoniche, a loro modo fortemente espressive vagano solitarie, cercano di sferzare il nostro volto da emozioni ormai sopite. E’ black metal che fa perno sulla melodia, elemento cardine sul quale tutto ruota, ma mai si avvertirà la voglia d’inserire qualche “faciloneria esagerata” (questo è bene specificarlo per chi non dovesse ancora conoscere la formazione), inserimenti che farebbero senz’altro scadere -e di molto- il sentimento faticosamente generato, raggiunto e poi con candore mantenuto.

Sono “chitarre consce ed intelligenti” quelle che andremo a percepire su Crépuscule d’Octobre (la concentrazione quasi non serve, sono loro che ti vengono a prendere), chitarre che arrivano alle nostre orecchie sibilando prima di andarsene via da complete vincitrici (dietro di esse solo profondi solchi). Me ne sto rendendo conto sempre più, ad ogni nuovo ascolto anche i brani meno immediati si livellano con quelli più immediati, quasi si assiste ad un efferato “sacro bilanciamento” gestito da controindicazioni tutte sue.
Avvolti dal gelo, dalla nebbia e dall’umidità resteremo avvinghiati alla formula precisa e semplice che i Forteresse fanno qui detonare, ogni pezzo finisce con il convincere per un motivo o per l’altro (apprezzabili alcuni risvolti folk che mai minano la struttura principale del prodotto) azzerando di fatto (e magicamente) l’elevata durata di ognuno di essi.

La specialità di Crépuscule d’Octobre la si poteva intendere già dalla breve introduzione Silence D’Octobre, due semplici minuti e qualcosa di strisciante ed autentica emozione che punta dritta al cuore.
Troveremo uno screaming sospirato e lacerante a recitare strofe intessute da chitarre che non sbagliano praticamente un solo passaggio uno. La batteria martoria come un uragano, una devastazione precisa, che ci aiuta a mantenere al nostro fianco caratteristiche “opposte” come distacco ed intensità. Le cinque canzoni finiranno per piacere (o non piacere) allo stesso modo, alla stessa intensità, se l’esito sarà positivo (come mi auspico) sarà difficile riuscire a tagliare quel cordone ombelicale subito formato (se devo dire un brano sotto tortura dico La Lame Du Passé, qui i Forteresse riescono a trionfare grazie ad una oscura ed innaturale profondità) ed immediatamente adorato.

Crépuscule d’Octobre uscì nel Novembre 2011 (periodo dell’anno migliore non potevano sceglierlo visto il modo in cui si nutre di ciò che ci circonda) per l’infallibile Sepulchral Productions, è un disco che si “limita” a riprodurre e respirare freddo, malinconia e conclamata solitudine. Procuratevelo e mettetelo in circolo ogni nuovo anno con l’arrivo della stagione giusta, sarà una delle cose “meno rischiose” che potrete mai fare.

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