Folge Dem Wind – Inhale The Sacred Poison

Alla fine non si possono che premiare i francesi Folge Dem Wind, arrivati con Inhale The Sacred Poison al traguardo della seconda prova discografica su lunga distanza (anno 2011). Inizialmente […]

Alla fine non si possono che premiare i francesi Folge Dem Wind, arrivati con Inhale The Sacred Poison al traguardo della seconda prova discografica su lunga distanza (anno 2011). Inizialmente si è fatto largo un po’ di scetticismo a dirla tutta, ed anche un secondo ascolto passava senza generare troppi sussulti, senza rivelare il “buono” racchiuso dentro il dischetto diciamo. Ma per fortuna a partire dal terzo ho cominciato a scardinare per bene le arcigne difese piazzate dalla formazione, e una volta comprese dinamiche e strutture il percorso è stato finalmente in discesa, una “spianata” verso il completo apprezzamento. Rimane tuttavia ancora qualcosa da perfezionare -e limare- per poter salire un altro importante gradino, un gradino che li proporrebbe immediatamente come gruppo rivelazione, gettando attesa spasmodica per il successivo e poco sorprendente “grosso botto”. L’attesa comunque rimaneva alta, con i Folge Dem Wind che mostravano al mondo il giusto grado eclettico, quel tanto che basta per poter stupire tramite poche astute mosse.

Inhale The Sacred Poison vede la band misurarsi con un black metal ritualistico/pagano dalle forti sensazioni epiche, scomoderei quasi il termine “progressive” per far intendere la poca linearità e la ricerca costante di armonie mai scontate. Le chitarre sono secche ma vivono, l’atmosfera che si respira è magica, ed i tempi sono spesso dilatati e alla ricerca del risultato faticosamente voluto. La prestazione vocale appare sofferta e varia, avremo in tal modo momenti quasi disperati che si alternano con altri decisamente introspettivi e malefici. Una vasta diversità è riposta in ogni reparto ed avvolge lentamente come incandescente magma.

L’iniziale title track è uno dei migliori manifesti sonori per rappresentare l’arte a nome Folge Dem Wind, l’interpretazione risulta davvero importante. La seconda Of Blood And Ether mi ha invece ricordato un certo modo di fare black metal austriaco (da parte mia non potrei fare/auspicare confronto migliore) mentre viscerale e “quasi teatrale” è Behind The Grey Veil, Through the Eye of the Immortal mette invece in bella mostra orme di pura dissonanza (caratteristica che aleggia un po’ dappertutto). Le canzoni non sono di certo corte ma è bello constatare quanto in fretta scorrino, i Folge Dem Wind sanno  certo come incantare ed ingannare i secondi, e così -subdolamente- fra parti “burrascose” e altre rituali il tempo sembrerà davvero volare. Of Reptilian Fires è il perfetto emblema di ciò, grande interpretazione e sentimento ma soprattutto la completa assenza della parola “scontato”. Awakening in Unity non avrebbe sfigurato su qualche bel disco black metal epoca 95/99 mentre la breve Of Primordial Whirlwind osa qualcosa in più in termini di offesa (ma senza snaturare troppo), avvolgendo con chitarre interessanti. Il finale arriva in scia di Of Bloody Hands and Mocking Stars, altro ottimo condensato di tutto quello che i francesi sanno proporre, attacco tirato, rallentamento velenoso pronto a terminare in un grande crescendo e poi il “stop”, in attesa di una conclusione tinta di tormento.

I Folge Dem Wind sono alcun dubbio particolari, diversi, sotto certi aspetti li paragonerai agli Abigor (sebbene le due formazioni abbiano ben poco in comune), si respira la voglia di volere andare in territori “nuovi” o comunque personali per quanto possibile e questo fa loro sicuramente onore. Inhale The Sacred Poison potrebbe anche valere più del “misero” settanta che vedete in basso, senz’altro rimane difficoltoso riuscire ad inquadrarlo con precisione “millimetrica”.

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