Flagellum Dei – Lord Diabolus Throne

Quinto full-lenght per i portoghesi Flagellum Dei, degni portatori del verbo black metal della propria terra già da diversi anni (formatisi nel 1997 giungevano all’esordio con Tormentor…of the False Creator […]

Quinto full-lenght per i portoghesi Flagellum Dei, degni portatori del verbo black metal della propria terra già da diversi anni (formatisi nel 1997 giungevano all’esordio con Tormentor…of the False Creator solo nel 2004). Chi è solito muoversi sul territorio di riferimento sa che il Portogallo difficilmente sbaglia delle uscite quando si tratta di approcciare la materia malefica, mortifera e chiusa del black metal, i Flagellum Dei ce lo ricordano con un nuovo disco che ci conferma solo l’immutata malignità e la voglia di ripetere determinati concetti per quelli che ancora non l’avessero capito appieno.

Il loro black metal è di quelli rudi, essenziali e per nulla pretenziosi o melodici (anche se un pizzico la si potrà percepire), chi li segue sa che la loro formula non è cambiata più di tanto nel corso del tempo, per nulla scalfita da mode di passaggio o assurde voglie di cercare “altro” nel tentativo di acchiappare un qualche tipo di evoluzione. Sedersi, vedere e ascoltare la loro dedizione è certamente una virtù, un piacere primordiale/viscerale che non vuole abbandonare questo monicker perché ad esso profondamente legato sin dalla nascita. E quest’immutata voglia di razziare ritorna prepotente in chiusura 2017 con il nuovo Lord Diabolus Throne, ovvero l’album che ci aspettavamo e che potevamo già intuire buttando un rapido sguardo alla copertina.

Trentasei minuti di barbarie continue, sei nuovi pezzi scorticanti più la presenza della solita cover di I.N.R.I. dei brasiliani Sarcofago (basta scorgerla per comprendere l’andazzo). E non si può chiedere o esigere di più dai Flagellum Dei, poiché il loro tozzo di pane lo portano sempre a casa in qualsiasi modo, e magari sarà vero, non sarà del tipo più pregiato in circolazione, ma in quanto a genuinità ve lo assicuro avrà ben pochi rivali. E’ anche vero che se paragoniamo Lord Diabolus Throne al debutto noteremo non poche differenze, ora la tendenza nei confronti di una certa “rotondità” è di certo palpabile, ma non arriva mai a spegnere l’intento unico di voler massacrare senza concedere, di rompere senza mai osare di fare persuasivi occhiolini alla platea.

Nella loro particolare classifica Lord Diabolus Throne diventa certamente il disco “meno duro e rigido”, ma per comprendere al meglio ciò dovrete approcciarlo, capirne la natura e determinati spaccati che di tanto in tanto arrivano a smussarlo. La velocità depreda nella prima parte (Unspeakable Ceremonies e la breve Violator of Graves guidano le truppe all’assalto, la seconda l’ho davvero apprezzata) mentre un certo “controllo” diventa di pubblico dominio nella seconda per mezzo dei due brani più lunghi (Templum e la conclusiva strumentale per sole tastiere Gloria Satanae, il crescendo della prima non passerà tanto inosservato).

I Flagellum Dei sono tornati con la nuova portata, il gusto è il solito e va tutto bene così.Crude e primordiali forme di black metal.

  • 62%
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Summary

Lusitanian Music (2017)

Tracklist:

01. Unspeakable Ceremonies
02. Pestilent Swamps of Armageddon
03. Lord Diabolus Throne
04. Violator of Graves
05. Templum
06. I.N.R.I. (Sarcofago cover)
07. Gloria Satanae

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