Fetid Zombie – Epicedia

Ritorno su queste pagine anche per il mistic-epic-death metal del progetto americano Fetid Zombie. Il nuovo disco Epicedia è riuscito nell’intento di convincere il boss della Transcending Obscurity che accoglie […]

Ritorno su queste pagine anche per il mistic-epic-death metal del progetto americano Fetid Zombie. Il nuovo disco Epicedia è riuscito nell’intento di convincere il boss della Transcending Obscurity che accoglie e “regala” così fra le proprie “barbarie sonore” questa nuova esalazione di quel personaggio di Mark Riddick.

A braccetto continuano anche i miei dubbi/dilemmi riguardo la musica Fetid Zombie, musica che avrebbe davvero tutte le carte in regola per sfondare portoni e portali miei (e vostri) personali. Non riesco ad afferrare “cosa realmente non vada”, perché anche durante l’ascolto di Epicedia mi inizia un conflitto interiore che “apriti cielo”. Devo però ammettere che una durata meglio ponderata aiuta –a suo modo- la fruizione della musica e del suo insieme, avremo così appena quattro brani per una durata di 35 minuti belli pieni, grondanti di due paroline magiche come: “puro culto”.

Su Epicedia prosegue invariato l’amore per il metallo estremo di stampo greco e la voglia di continuare a scavare/scoperchiare ogni reliquia possibile immaginabile. C’è da dire che determinati passaggi fondono mirabilmente quel tipico riffing misitico con “ancestrali” tocchi tastierosi, roba da mandarti immediatamente indietro di una ventina d’anni ecco. Si naviga su acque tortuose, inquietudine ed insidie varie si fondono alla profondità di un death metal che ben conosce le tecniche d’attesa più marce ed oscure possibili.

Possenti ma pure ben pensati e suonati questi quattro pezzi, inaugurati da Lowered Beneath, una composizione che ama mettersi lì a compiacersi (come fanno le restanti d’altronde) fra passaggi più o meno lenti e più o meno spediti. Buone anche la “gorgogliante” Devour the Virtuous (sembrerebbe essere la mia preferita) e la seguente Devour the Innocent.

Anche per Epicedia sono state coinvolte “forze esterne” per il completamento del tutto, a questo turno nomi meno altisonanti ma comunque importanti per la consueta timbratura del cartellino richiesta dal buon Mark.

About Duke "Selfish" Fog