Feanor Omega – Anima

Con molta probabilità il primo “giro” su Anima è volutamente nebuloso, poco affascinante e via discorrendo, o forse sono io che l’ho conosciuto in un momento poco appropriato ed ispirato […]

Con molta probabilità il primo “giro” su Anima è volutamente nebuloso, poco affascinante e via discorrendo, o forse sono io che l’ho conosciuto in un momento poco appropriato ed ispirato (anche questo fa tanto). Fatto sta che già al secondo ripasso ho cominciato ad adorarlo silenziosamente, ne ho per percepito il gusto intenso e l’essenza ben levigata, un qualcosa ben propenso –inaspettatamente- alla giusta seduzione ecco.

Gli austriaci Feanor Omega deliziano con il loro post/depressive black metal mai veramente banale (non si pongono limitazioni diciamo), lo riempiono della giusta atmosfera e del necessario incedere. Lanciano spazi, dilatano ed incantano sulla scia di sentimentalismi vocali ben inquadrati a svolgere l’umore del momento. Cinquantuno minuti intensi, capaci di migliorare quella forza appena percettibile al primo “pronti partenza e via”. La copertina di Anima sta poi lì a giocare la sua importante partita di differenziazione, perché non puoi che pensare ad un qualcosa di “singolare” -conoscendo il genere battuto- o quantomeno particolare una volta guardata. E in tal modo andrà a finire, già a partire dalle parsimoniose armonie di Waiting e dei suoi malinconici incastri vocali pronti a sfiorare i recessi dell’intimità.

Con la tracklist lanciata accoglieremo prima l’ottimo trasporto profuso da Otherworld (silenziosamente, e a piccoli passi, arrivata fra le migliori), un mix di note disperate e pungenti e poi una Risen perfetta nel coniugare le diverse anime prodotte dalla preziosa fonte. I tre minuti di Drowning veleggiano rapidi e corali prima del ritorno “al classico” con l’onirica Die Sonne weint, poi il disco si concederà ad un finale perlopiù strumentale (scelta forse un pochino discutibile), unica eccezione per Epos:Anima e i suoi dodici intriganti minuti.

Così senza starci troppo a pensare consiglierei il debutto dei Feanor Omega a chi ha lasciato qualche brandello spirituale sui dischi degli Imperium Dekadenz e in piccola parte su quelli Lifelover. Ma è anche vero che qui si tende spesso ad uscire dai “limiti concessi”, arrivando a contaminare non poco ma senza darlo troppo a vedere.

Non è di certo un capolavoro Anima, ma potrà arrivare a sussurrare le giuste parole a chi potrà percepirle.

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