Fangs of the Molossus – Fangs of the Molossus

Riesumazione nostalgica da parte della Italian Doom Metal Records -in occasione della sua prima uscita- che va a pescare dal sottobosco nazionale l’album di debutto omonimo (originariamente uscito in cd […]

Riesumazione nostalgica da parte della Italian Doom Metal Records -in occasione della sua prima uscita- che va a pescare dal sottobosco nazionale l’album di debutto omonimo (originariamente uscito in cd nel 2013) firmato Fangs of the Molossus. La ristampa arriva nel formato ideale per il genere (un classico e psichedelico doom metal a “lume di candela”), un vinile stampato in 500 copie, accuratamente suddiviso in 100 di color rosso e 400 del classico nero. Insomma, per chi si era perso l’uscita una valida opportunità per rimediare a questa piccola “ramificazione” di musica tetra ed occulta, giusto quel tipico sound che tanto riesce e piace ascoltare a noi italiani.

Le influenze sono ovviamente classiche, si parte così dai classici Black Sabbath e Sleep passando per la pesantezza tipica profusa meticolosamente dagli Electric Wizard. Il disco intrattiene, e concede alla mente il necessario distacco, si lascia ascoltare anche grazie ad una produzione specifica e capace di andare subito dritta al punto senza bisogno di troppi –e fastidiosi- fronzoli.

L’impasto sonoro è bello occulto, lavorato per conferire all’istante determinate e “sacre” sensazioni. I pezzi trascinano alla grande, se per la prima Caligula il risultato poteva apparire quantomeno “scontato” (giocarsi il primo brano al meglio rende le cose sempre un poco più facili, così l’inizio di questa canzone sta lì fiero a valere più di tante belle parole) ancora meglio faranno l’ossianica Cult of the Witch Goddess (pesantezza, grandi passaggi lirici e “levitazione”), la sgretolante I Drink Your Blood, la “religiosa” strumentale O Fera Flagella (autentico rituale sonoro che materializzerà fumi e odori nelle vostre vicinanze) e la conclusiva Dead King Rise (sporca,epica e “spaziale” al contempo).

Con i Fangs of the Molossus otterremo il nostro classico pezzo di pane ma anche una saporita e costante “divagazione” di fondo, componenti ben unite e fatte proseguire via via sempre meglio a braccetto. Questo disco omonimo potrà apparire scontato giusto in sede di descrizione, ma state pur certi che imparerete a godervelo in tutte le sue piccole ma importanti sfumature, mai campate per aria e sempre perfette ad incrementare il climax generale.

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