Falls Of Rauros – The Light That Dwells in Rotten Wood

Nel 2011 i Falls Of Rauros erano intenti a confezionare un bel segnale per tutti i curiosi in circolazione. Eppure la band bazzicava in giro da qualche tempo (i primi […]

Nel 2011 i Falls Of Rauros erano intenti a confezionare un bel segnale per tutti i curiosi in circolazione. Eppure la band bazzicava in giro da qualche tempo (i primi vagiti risalgono al 2006) e di materiale “indecente” non ne aveva mai fatto sentire. Ma con il terzo The Light That Dwells in Rotten Wood indovina ed assembla tutte le caratteristiche di seduzione ideali, l’unico ostacolo potrà venire dalla forma, poiché la tracklist si espone principalmente su tre lunghi brani (sui dieci o più minuti) contornati da brevi strumentali dalla saggia atmosfera. L’impressione che ho avuto è quella di essere al cospetto di un unico lungo pezzo di quarantacinque minuti circa, un brano fluente, particolarmente semplice e piacevole all’ascolto. La naturalità che ne scaturisce è davvero sorprendente e la musica saprà trasmettere a dovere antiche e naturalistiche sensazioni. Potremo definirlo come black metal melodico/atmosferico (ma sia ben chiaro, i Falls Of Rauros non vogliono di certo dimostrare malvagità) dai richiami folkeggianti, se dovessi fare dei paragoni i primi gruppi da citare sarebbero Empyrium, Wolves In The Throne Room e Agalloch, nomi in qualche modo “sulla cresta dell’onda”, cosa che mi lasciava presagire un discreto boom per questi ragazzi.

Le acustiche di Earth’s Old Timid Grace si sposano perfettamente con la straordinaria immagine di copertina, ma ci vorrà ben poco tempo per trovare la giusta atmosfera di fondo, anche perché i Falls Of Rauros riusciranno nella difficile missione di mantenerla sino alla fine. Il percorso è a tratti tortuoso ma non esce mai da righe pazienti, ascoltare la loro musica è come essere cullati docilmente senza sosta alcuna. Non appena lo screaming squarcerà Banished saremo solo lievemente destati da quella situazione totalmente inebriante che avevamo facilmente trovato. La voce appare così “forte e distante” al contempo, trovando il giusto spazio nel territorio sonoro messo in pratica, tutto viene suonato in totale quiete, con il risultato di restare fortemente appesi ad una dimensione onirico/naturalistica inespugnabile. L’introspezione regna sovrana in chiaro scuri elettro/acustici di rara bellezza, Awaiting the Fire or Flood That Awakes It e Silence (la sua apertura merita non poche ovazioni) appaiono come canzoni prive di ogni forma compositiva “convenzionale”, e avanzano mettendo addosso la giusta, necessaria e vibrante raffinatezza. Le chitarre incantano, la voce seduce, le canzoni trascinano, non si poteva proprio chiedere regalo migliore in quest’occasione ai Falls Of Rauros.

The Light That Dwells in Rotten Wood è il classico lavoro da guardare solo dopo un’adeguata incubazione, tutt’oggi -a diversi anni dalla sua uscita- non riesco ad inquadrarlo con esattezza/chiarezza, anche se un certo valore minimo rimane senza dubbio garantito.

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