F.O.A.D – Birth of Extinction

I F.O.A.D sono svedesi (da non confondere con l’omonima band francese) e ci suonano un thrash metal a metà strada fra vecchia scuola e una voglia ottimamente celata di andare […]

I F.O.A.D sono svedesi (da non confondere con l’omonima band francese) e ci suonano un thrash metal a metà strada fra vecchia scuola e una voglia ottimamente celata di andare oltre alcune solite barriere in fase di songwriting. Il risultato è decisamente apprezzabile visto l’attaccamento che ho potuto vivere durante tutto l’ascolto di Birth of Extinction. Ma non  ci troviamo di fronte al “solito disco”, Birth of Extinction altro non è che la ristampa (da parte dell’accoppiata Defense Records/Mythrone Promotion) dell’omonimo ep rilasciato dalle sole forze della band stessa con in aggiunta il demo del 2014 intitolato Demo-Nical e un estratto in sede live posto in coda.

Nei F.O.A.D troveremo Roger Iderman (noto per il monicker Bombs of Hades) e non sarà affatto un caso realizzare quanto i brani di questo ep appaiano già adulti e prontamente svezzati alla fonte (d’altronde la band si formò per la prima volta nel 1986). Se poi ci mettiamo che l’insieme ci viene presentato in forma di forzuto e grazioso digipack il leccarsi le dita diventa gesto rigorosamente automatico da compiere.

Il riffing sembra sgorgare dalle viscere della terra e strisciare manipolato da forze drasticamente occulte. Il sound entra in scena in modo confusionario ma mai veramente stordente (lava lasciata scorrere diciamo), mentre le chitarre piazzano le loro continue frustrate, cibo ideale per i nostri corpi bisognosi  di un tale/particolare trattamento. Birth of Extinction lo arrivi così a sentire nella carne, già a partire dalla prima Avoid the Smell of Semen, un concentrato diabolico e malsano che non potrà far altro che farvi rizzare il rizzabile. Il thrash metal targato F.O.A.D è così malevolo e “scorretto” che ci riporta subito a quelle sensazioni date dal mai dimenticato Damnations Pride di sacra marca Obscurity (la terra d’altronde è sempre la medesima e non si smentisce di certo oggi).

Ma nessuna nota deluderà le aspettative generate dal brano introduttivo, l’ascolto di Birth of Extinction sarà un escalation continua aumentata in valore da un demo che già poneva ottime basi per quello che sarebbe stato. La forzuta e ficcante Chaos of Reign lascia quel segnale che speravamo lanciando a tutta il fattore attenzione che sarà successivamente puntellato dalle favolose Legion of the Dead (breve ma ricolma di quella sensazioni epiche care agli ultimi Darkthrone), Doomed Rebirth of Christ (lenta, quasi ipnotica, con la presenza di raggellanti interventi femminili), la compulsiva Deathcamp VIII, il vibrante anthem Bastard Son e la pazza delizia Holiday in Armenia, fanalino di un ep da sentire ancora e ancora.

La voce graffia, i pezzi attirano come dei magneti, tanto che chiedere di più ad un impianto di stampo così classico e alle prime battute discografiche non è quasi possibile. I F.O.A.D sono da “prendere e portare a casa” per attuare e portare a compimento la propria macellazione personale, nulla più. Una piccola reliquia.

About Duke "Selfish" Fog