Exiled From Light – There Is No Beauty Left Here

Exiled From Light atto secondo, il progetto di Mort proseguiva nel 2010 il suo percorso fatto di raggelante depressione e profonda staticità. Il nostro, ancora una volta affiancato dalla fida […]

Exiled From Light atto secondo, il progetto di Mort proseguiva nel 2010 il suo percorso fatto di raggelante depressione e profonda staticità. Il nostro, ancora una volta affiancato dalla fida Hypnotic Dirge Records (curatissima la stampa su doppio cd) confezionava un secondo -ed ahimè unico- movimento discografico di “grosse” proporzioni. Sei nuovi brani (che da soli superano il debutto in durata) più tre canzoni scritte per il monicker Funereal (già defunta parentesi di Mort) fanno di There Is No Beauty Left Here prodotto sul quale rivolgere particolare attenzione.

Descending Further into Nothingness era come il primo tempo del loro film, There Is No Beauty Left Here la definitiva seconda parte, non si può che partire da questo presupposto prima di entrare dentro questa fitta boscaglia. Ci eravamo abbandonati alla negatività più totale e  ancora lì ci ritroviamo, invischiati sino al collo in quella particolare e nefasta situazione (tanto per fugare ogni dubbio). Ma a questo turno Mort sembra voler offrire alcune brevi infiltrazioni, piccoli respiri come squarci sulla propria musica. Musica che si allunga ulteriormente come già detto, ma senza riuscire ad opprimere alla stessa maniera, il neo zelandese si mantiene dunque perfettamente in linea con il marchio creato (mischiare le due creazioni non comporterebbe alcuna differenza) riservando però i momenti “toccanti” -o più sensoriali- per questo prodotto.

Se affrontare Descending Further into Nothingness non era facile figuratevi quanto lo possa essere intraprendere l’ora e quarantadue di ascolto dell’apparato There Is No Beauty Left Here. Solo i maniaci depressivo-cronici potranno riuscire nell’impresa, e la maggiore fluidità sarà arma che solo loro sapranno esclusivamente adoperare, coraggiosi esploratori di questo mondo tanto particolare quanto straniante. Un salvagente personale, “privato”, che lascia sicuramente affogare le possibilità di giungere a nuove platee.

Ancora una volta il nome Exiled From Light arriva a convincermi, è tuttavia difficile stabilire una concreta preferenza rispetto al predecessore, alcune sensazioni “forti” mi spingono però a consigliare There Is No Beauty Left Here con maggior vigore. Screaming sofferto-lacerante di spessore, tastiere a tingere sfondo opachi, sono sempre queste le caratteristiche cardine di questo sound, la disillusa cadenza monolitica dei brani completerà il resto. Con la terza Clarity Viewed through Dying Eyes siamo poi al cospetto di un “auto-tributo” della già conosciuta Suffering Waits with Arms Wide Open, il brano si candida “velocemente” come uno dei migliori in assoluto del progetto.

Il secondo cd se possibile è ancora meglio del primo, i tre brani marchiati Exiled From Light sono così buoni che mi è praticamente impossibile continuare a parlarne senza commettere ripetizioni (la title track finale si distingue in bellezza) mentre capitolo a parte merita lo spazio a nome Funereal.
A Dream in Illusion, Of that Which Lies Beneath e Through Twilight fanno subito intendere la mano di chi giostra dietro i progetti, solo che ci ritroveremo per le mani un death/doom di “calde” e più fruibili sensazioni. Personalmente mi aspettavo un riempitivo, magari giusto appena sufficiente e stop, invece mi sono ritrovato ad apprezzare queste canzoni allo stesso livello di quelle definibili come “principali”. Piazzare questi tre brani in chiusura è stata con il senno del poi decisione incredibilmente azzeccata, il prodotto “vince” la sua personale battaglia uscendone rafforzato e certamente più ricco.

There Is No Beauty Left Here fu stampato in sole 500 copie, se ne rintracciate una fateci più di un semplice pensierino, quella copertina spettrale e di grigia bellezza si merita un vostro piccolo tributo. Se poi l’affianchiamo a quella di Descending Further into Nothingness potremo dire di aver completato l’opera.

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