Ewigkeit – Back to Beyond

Mr.Fog e i suoi Ewigkeit, che bella sensazione rivedere apparire questo binomio dopo anni di completa oscurità. A tanti -forse troppi- il monicker dirà poco o nulla, niente in contrario […]

Mr.Fog e i suoi Ewigkeit, che bella sensazione rivedere apparire questo binomio dopo anni di completa oscurità. A tanti -forse troppi- il monicker dirà poco o nulla, niente in contrario ovviamente, non si parla di certo di materiale “obbligato”, capace di scrivere capolavori imprescindibili, però a suo modo questa è stata ed è ancora oggi creatura sulla quale riporre necessaria e giusta attenzione. Lo è soprattutto per chi segue una certa frangia di black metal “progressiva/spazial/avantgarde”, dove a regnare troveremo una certa sostanza di “soporifera” melodia celeste. Si parte dagli Arcturus (ancora oggi influenza molto importante, ma direi che nel tempo e partendo da questo nome Mr.Fog sia riuscito a cucire addosso a quest’influenza qualcosa di proprio, creando di fatto uno stile particolare) per arrivare a perenni sperimentazioni industrial/dance, si può dire che il nome Ewigkeit è stato sempre fedele all’avanguardia senza evadere mai dal proprio prezioso orticello (un consiglio dalla passata discografia? ecco il nome di Land of Fog). La strada lo aveva portato a finire sotto Earache Records, ma per Back to Beyond ci ritroviamo invece “nel piccolo” con la D.T.M. Productions.

Tale nascituro -bisogna dirlo- è davvero bello, porta avanti il concetto “verso le stelle” tramite l’esperienza maturata negli anni, anche quelli di riposo sembrano aver fatto bene, perché sound (sebbene un pochino ovattato) e canzoni sono un tutt’uno indovinato e assai affascinante, il nostro si doppia e ri-doppia tra screaming e voce pulita (quest’ultima sempre accattivante e in grado di non scollarsi più di dosso) sbagliando praticamente zero alla speciale tabella degli errori. Ci si ritrova in uno di quei dischi dove capisci quanto sia facile sbagliare, poiché usare la semplicità o la melodia è senz’altro facile da una parte quanto difficile dall’altra, perché cadere rovinosamente per farsi male diventa un rischio effettivo. Per fortuna tale semplicità è aiutata proprio dalla parola stessa, sono cristalline le parti vocali, così naturali e perfette da lasciare di sasso (sembra quasi di conoscerle da tempo senza averle mai sentite prima), è come se Ewigkeit avesse trovato uno strano segreto primordiale, diverso e sotto certi aspetti ancora sconosciuto (e qui calza a pennello il paragone con stelle e spazio ancora inesplorato). Non dovete pensare a Back to Beyond come ad un ascolto leggero, è certamente vera la sua anima catchy (e non solo), ma insieme a ciò viene mantenuta stretta l’immagine di un black metal desueto, e questo è forse più importante oggi rispetto ad una decade fa, dove l’imbarazzo della scelta era tale da farne sbornia. C’è bisogno di questo tipo di lavori e tanto più diventano rari, più ci rendiamo conto di quanta preziosità essi contengano.

Il consiglio è quello di andarsi ad ascoltare la perfezione della title track (se non dovesse scattare “qualcosa” lasciate pure perdere) o di Astral Projection, sperando che l’appetito venga mangiando (sono le migliori senza dubbio per quanto mi riguarda, ma il voto finale vuole dire che anche il resto tiene botta egregiamente, quindi niente cali, neppure aldilà di queste due speciali “vette”). Le divagazioni di Point of No Return, l’animo soffuso di Time Storm (altro splendido tassello) la cavalcata di The Soul Sustains o il fare onirico di Starscape (2013), senza cercare il colpo ad effetto “troppo esagerato” si riesce ad evadere verso l’ignoto (l’interstellare ISON – Beyond the Oort Cloud); alla fine non rimane altro che un banchetto di cenere sulle note della cover di Det Som Engang Var, il cervello viene così mandato in pappa in modo definitivo.

Assieme a creature come Germ e Progenie Terrestre Pura metto senza paura anche gli “anziani” Ewigkeit, ultimamente dallo spazio arrivano segnali confortanti e tutti diversi uno dall’altro. Quando saremo lassù e non sapremo che fare avremo certamente delle valide alternative.

About Duke "Selfish" Fog