Eternal Rest – Prophetic

Gli Eternal Rest provengono dalla ridente Australia e con Prophetic rilasciano il loro primo full-lenght. La Deepsend Records li prende con se e spera di fare “il colpaccio”, al momento […]

Gli Eternal Rest provengono dalla ridente Australia e con Prophetic rilasciano il loro primo full-lenght. La Deepsend Records li prende con se e spera di fare “il colpaccio”, al momento solamente una scommessa per il futuro, ma nel frattempo c’è da essere soddisfatti perché il disco parla una lingua tutto sommato interessante, piacevole e grazie ad un indovinato artwork riuscirà forse a raccogliere qualche briciola d’attenzione in più.

E’ un Death Metal tecnico e brutale, “schiaffeggiato” ed irrequieto, dai tratti melodici, dove atmosfere sulfuree intervallano i vari massacri che portano immediatamente alla memoria l’operato di Nile e Immolation unito a quello delle band che uscivano una volta dai Morrisound Studios (produzione curata in questo caso da Joe Haley dei Psycroptic) . I ragazzi fanno vedere grandi cose in maniera particolare su due brani, quello di apertura e quello posto in chiusura (nella rimanenza spicca invece il bel riffing di Onset of Destruction). Preaching the Decimation of Spheres mostra già in principio il raggio d’azione e la capacità di variazione racchiusa nei voleri della band, Last Gate (non a caso messa in fondo) invece è così ben riuscita che mi costringe a ri-giudicare il resto del disco su un altro livello diciamo “ribassato” (magari alla fine un sessanta è pure “stretto” ma mi sembra anche il più giusto, guardiamolo con un sorriso positivo), melodie orientali e senso epico a fondersi assieme per un risultato profondo, dal quale non si riesce a scappare.

Furia controllata che agisce per mezzo di una produzione viva quel tanto che basta , si sente la voglia scorrere e vibrare attraverso gli strumenti, e i tentativi di creare variazioni come ad esempio su Manifestation rimangono sicuramente da premiare. Pazienza se poi si rischia “l’assopimento” su qualche passaggio di troppo, ci sarà tempo per rimediare e perfezionare una formula nata in ogni caso “già buona” . Possiamo dire che Prophetic non gioca a nascondere le proprie debolezze, anzi, quasi si ostina a volerle mostrare, così si prende atto della loro presenza e si finisce con l’ascoltare il risultato con criteri differenti (diciamo con simpatia?).

Per ora segnatevi il nome sul vostro taccuino personale, magari sarà interessante tornarci sopra dopo qualche tempo o dopo altre prove, potrebbe portare a risultati insperati.

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