Diabolical – Ars Vitae

Nel 2011 usciva una ghiotta produzione in casa degli svedesi Diabolical, ora andremo a vedere in cosa consisteva. Qualcuno di voi se li ricorderà certamente per due dischi usciti sotto […]

Nel 2011 usciva una ghiotta produzione in casa degli svedesi Diabolical, ora andremo a vedere in cosa consisteva.

Qualcuno di voi se li ricorderà certamente per due dischi usciti sotto Scarlet Records: Synergy (2001) e A Thousand Deaths (2002). Dopodiché sparirono per un po facendo ritorno sulle scene soltanto nel 2008, con un disco ancora migliore dal titolo The Gallery of Bleeding Art. L’evoluzione li stava abbracciando, ma altri tre anni sono dovuti passare prima di riavere del “nuovo cibo” da parte loro. L’accoppiata ViciSolum Productions/Abyss Records diede così loro una nuova chance, e la possibilità di riunire dentro un solo cd passato-presente e futuro. Anziché propinarci la solita ed inutile raccolta i Diabolical fanno un sorta di riassunto della loro carriera, passando in rassegna tutte le evoluzioni avute dalla band. Ars Vitae ci offre così molta musica (la durata supera l’ora) per mezzo di tre valide testimonianze. Si parte dal presente con due canzoni inedite passando per un gustoso live realizzato dopo l’uscita del terzo disco per arrivare al truce passato con la presenza di Deserts of Desolation, mini cd introvabile uscito nel 2000.

I due brani inediti presentati erano Sightless 6 e Eye, nemmeno a dirlo, vera ghiottoneria di questa uscita, soprattutto la prima risulta ben costruita e dotata di melodie davvero avvincenti. La musica targata Diabolical si è evoluta principalmente sul lato tecnico, ha allungato i minuti di media senza però rinnegare il passato (almeno non completamente), anche il secondo brano da loro ragione, lasciando intravedere quelle speranze che matureranno alcuni anni dopo su Neogenesis.

Il loro death/thrash serrato (e di chiara matrice At The Gates) ci viene anche proposto in sede live. Il concerto predilige ovviamente The Gallery of Bleeding Art, ma non mancano succosi brani estrapolati dai primi due album. L’esibizione si lascia ascoltare senza problemi (poi bisogna sempre vedere quanto possa interessare un live al quale non si ha presenziato. A me di solito annoiano e mi sembra sempre “tempo perso” stare ad ascoltarli) grazie al sound nitido e sicuramente ben trattato.

Che dire poi di Deserts of Desolation ? I Diabolical erano sicuramente acerbi  in quei tempi, decisamente più “thrash”, ma le canzoni già invogliavano (seppur con cautela), e svolgevano al meglio il loro ruolo di “giovani promesse in attesa di scoperta”.

C’è sicuramente tanta roba da ascoltare in Ars Vitae, un prodotto esclusivo e riservato agli Diabolical addicted. Bisogna sempre vedere in quanti vorranno sobbarcarsi un live misto a canzoni appartenenti a diverse ere.

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