Denial of God – Klabautermanden

Eccoci alla rubrica “prendi un cd a caso dalla tua collezione e fanne una recensione“. Uscita numero 19 per la mitica Hammerheart Records, l’etichetta olandese dava alle stampe nell’Ottobre 1999 […]

Eccoci alla rubrica “prendi un cd a caso dalla tua collezione e fanne una recensione“.

Uscita numero 19 per la mitica Hammerheart Records, l’etichetta olandese dava alle stampe nell’Ottobre 1999 (in 2000 copie su digipack) l’ep Klabautermanden suonato dai cattivissimi Denial of God. E il numero 19 ritorna anche per quanto riguarda il minutaggio di quest’uscita, solamente uno dei numerosi ep rilasciati in quei lontani tempi dalla band danese.

Intro più tre pezzi, la missione sarà estremamente facile da portare a termine anche se le canzoni non sono esattamente brevi fucilate da un paio di minuti e via. A Stormvarslet il compito di preparare il territorio per il futuro massacro, arpeggi, tuoni e vento aprono così all’agile riff della title track, se andassimo a dividere ipoteticamente l’ep in “movimenti” questo sarebbe di certo quello epico, lo dice l’aspro fare alla Enslaved ed un finale oscuro e rallentato anche abbastanza imprevedibile a mio vedere.Con Black Horror Metal si accendono le micce dell’ignoranza, thrash metal spalmato sull’irruenza recitata dal titolo, ritmiche da headbang, stacchi e solos per la gioia di un certo appeal di “facile presa”, un registro decisamente più semplice rispetto alla canzone precedente. L’ultima Dethrone the Tyrant-God! attacca vorace con la chiara intenzione di creare subito “terreno arido” e blasfemia ai propri piedi. Riffing chiuso e corposo, interpretazione vocale pronta a far colare malvagità da ogni lato ed il massacro è bello che pronto e servito, davvero niente male.

Klabautermanden è un piccolo pezzo pregiato, niente di così tremendamente affascinante ma abile nel diramare molto bene ciò che si respirava nell’aria ai tempi della sua uscita. Di noia non c’è alcun sentore e i brani si mantengono tutti su livelli più che discreti. Ovviamente la questione riguarda  solo gli invasati o i collezionisti di tutto quello che espresse la Hammerheart Records (in pratica: c’è qualcun altro come me?). Il digipack è abbastanza scarno, proprio come la musica con cui andremo a scontarci, in ogni caso sono tutte belle cose da conservare.

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