Darkthrone – Arctic Thunder

Arctic Thunder, ovvero grezzume  alla Darkthrone che fa qualche passo indietro senza snaturare quella strada intrapresa saldamente da anni a questa parte. Un pò di questo, un pò di quello […]

Arctic Thunder, ovvero grezzume  alla Darkthrone che fa qualche passo indietro senza snaturare quella strada intrapresa saldamente da anni a questa parte. Un pò di questo, un pò di quello ed eccoti servito un lavoro grondante fierezza, carico di una sicurezza acquisita e saldata come una seconda pelle al glorioso monicker, libera di sfogarsi in ogni direzione voluta e valutata dai due storici mentori.

E’ talmente classico Arctic Thunder da rappresentare una qualche sorta di diabolica e fertile novità. Accenni dell’epoca black metal “di mezzo” accuratamente saldati allo spirito baldanzoso ed irriverente registrato nelle performance venute prime. E sarà tale “strano” miscuglio non so, ma Arctic Thunder mi è sceso con una semplicità, con una esaltazione che non mi prendeva così bene da tempo. Come se i Darkthrone si fossero riappropriati di una parte della loro anima filtrandola con i stilemi secchi, “viandanti”, diretti, pregni di quell’animo rock’n’roll marcio che abbiamo imparato ad apprezzare magari non subito ma nel tempo.

E quindi si fa di tutto su questo album, si preme, ci scateniamo in furiosi quanto genuini headbanging prima di lasciarci fra le braccia di poderosi rallentamenti in pieno stile doom (abbastanza battuti bisogna rimarcare). Si riassapora il gusto di una produzione che non si compiace ma “piace” ed entra dentro come poche altre possono fare (si, ho goduto discretamente sui suoni qui prodotti). L’unica richiesta è quella di concederci senza riserve o antiche pretese, lasciare che il “messaggio” lanciato faccia il suo benefico effetto per mezzo di una strisciante efferatezza.

Il rovescio della medaglia è che vi potrà anche annoiare, ma se vi prende bene sono sicuro ve ne “innamorerete” in modo speciale. Imprescindibile l’opener Tundra Leech, brano che si erge sopra tutti gli altri con poderosa e “caciarona” classe, a ruota troviamo “la sua ruota” ovvero Burial Bliss mentre fra le mie preferenze non posso evitare di menzionare il terzetto finale rappresentato da Throw Me Through the Marshes, l’emozionante Deep Lake Trespass e l’astuta e “scavata” chiusura di The Wyoming Distance.

E niente, i Darkthrone “lo fanno meglio” e consolidano una discografia sempre più corposa ed eccitante. Birra, fuochi, tiepide e misteriose baite ed esaltazioni spropositate tenute segrete, Arctic Thunder è –semplicemente- tutto ciò.

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