Daniel Gazzoli Project – Night Hunter

Night Hunter è un disco destinato a finire dentro il cuore di ogni classico ed ormai ingrigito capellone che si rispetti. Per lui non ci sarà alcun rimedio la volta […]

Night Hunter è un disco destinato a finire dentro il cuore di ogni classico ed ormai ingrigito capellone che si rispetti. Per lui non ci sarà alcun rimedio la volta premuto il tasto play, poiché una corrente di sapori appartenenti ad un’altra epoca lo assalirà in maniera incontrollata, insomma quel tipo di “trappola” nella quale si finisce sempre consapevolmente e dotati di un bel sorriso stampato in volto.

La tecnica non “rovina” mai la forte cura dell’aspetto emotivo del pezzo, così potremo sfruttare un’arma che oggigiorno sembra mancare davvero a molti (e per quanto mi riguarda punto cardine di ogni minuto qui contenuto), un’arma che hai o non hai scolpita a fuoco nel dna, stabilita da una smisurata passione e dalla –si suppone- caterva di ascolti messi alle spalle. Il Daniel Gazzoli Project fa le cose esattamente nella maniera in cui vanno fatte (rispettando minuziosamente il manuale del perfetto “rocker melodico”), ma non si limita mai e in nessun modo al “timido compitino di rito” e ve ne accorgerete presto una volta avvolti dentro le sue amaro/dolciastre melodie di riferimento.

Night Hunter va consigliato “secco” a chi è solito trascorrere le proprie giornate sulle note dei vari Dokken, Ratt, House Of Lords, Skid Row o l’Yngwie Malmsteen meno pungente e più “sognante”. I pezzi sono autentici anthem impossibili da schiodare già dopo un primo passaggio conoscitivo. La title track non potrebbe aprire le danze in miglior modo seguita degnamente a ruota dalla rapida e trascinante Forged By The Pain. Ottima la prestazione vocale di Leonardo F.Guillan, ideale “uscita” o potenza di risposta alle magiche note gestite con caparbietà da un Daniel Gazzoli (a completare la band troviamo Luke Ferraresi alla batteria e Luca Zannoni alle tastiere,) capace di imbastire una tracklist importantissima.

Conteremo così nove brani, tutti qualitativamente importanti e capaci di centrare il bersaglio per le le loro rispettive/singole “missioni”. Troveremo così una canzone “ariosa” come Liar o quella dai contorni più “hard” come Self Destruction Blues mentre Heartblame andrà ad aggiungersi alla title track per quanto concerne il lato “anthemico” e l’ultima –e grandiosa- The Beat Of My Heart a Forged By The Pain per il versante heavy. Non poteva di certo mancare la ballad di turno, direi che Prayer For An Angel assolve la sua parte in modo egregio e per nulla forzato (mi rendo conto di come sia diventato sempre più difficile riuscire ad ascoltare una ballad “non stucchevole” di sti tempi).

Il Daniel Gazzoli Project ci da l’opportunità di scacciare una frenesia ormai sempre più dominante e di brindare al vero spirito che ci muove verso la parola “musica”. Night Hunter è un regalo così grande e capace di riportarci alla semplicità delle cose che il nostro cuore non potrà far altro che ringraziare.

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