Dämmerfarben – Im Abendrot

La Northern Silence Productions aveva scovato -tanto per cambiare- nel 2011 una probabile (probabilissima per quanto mi riguarda, probabilmente ero l’unico o quasi a pensarla in codesto modo) gallina dalle […]

La Northern Silence Productions aveva scovato -tanto per cambiare- nel 2011 una probabile (probabilissima per quanto mi riguarda, probabilmente ero l’unico o quasi a pensarla in codesto modo) gallina dalle uova d’oro. I Dämmerfarben (con dentro personaggi già visti in gruppi come Folkearth, Folkodia, Throndt, Negator, Kerbenok e Idhafels), vengono dalla Germania e con il loro debutto Im Abendrot avevano tutta intenzione di affascinare quella branchia di ascoltatori sensibili ad un certo tipo di black metal melodico e “sinuoso”.

I Dämmerfarben sono astuti e gestiscono al meglio la capacità di saper scrivere belle canzoni/situazioni, Im Abendrot appare come disco completo e mai, per nessuna ragione stucchevole. Riesce a passare con disinvoltura dal lato estremo a momenti d’assoluta, effimera tranquillità, luoghi in grado di valorizzare, di far palpitare una piacevole atmosfera di “calma tormentosa”. Le parti acustiche richiamano il tipico effetto “naturalistico” alla Kveldssanger, mentre l’unione “elettrica” ce li propone come valida alternativa ai rinomati Empyrium ed October Falls (ma sarà solamente quando tireremo in ballo anche Nocte Obducta e Dornenreich che avremo il nostro mosaico completo fin nelle più piccole giunture).

Potenza e armonia, armonia e potenza, tutto il disco viaggia con precisione su frammenti chiaro/scuri intensi e toccanti. Im Abendrot lavora sodo, ed attua il suo piano astuto e seduttore con dovuta pazienza, solo dopo poco realizzeremo come il livello di gradimento aumenti in scia a “quel” nuovo e cercato ascolto. E’ una produzione piena e vibrante ad accoglierci su Wandernd, breve introduzione agli scenari malinconici che andremo a conoscere ed esplorare durante lo “scioglimento” della tracklist. Nebel Und Regen incanta melodicamente per tre minuti prima di lasciare spazio a strofe di grandissimo valore, bellissimi gli stacchi che vedono puntualmente la presenza di avvolgenti chitarre “tristi ma furiose”. Stra-evocativa Graues Land, canzone dalle forti tinte pagane con i Dämmerfarben lesti nel dimostrare come si tirano fuori pregevoli spunti melodic black metal. Piacevoli influssi doom faranno da capolino sulla autunnale Oktobersturm (l’attacco iniziale sembra addirittura “scippato” agli Swallow The Sun), un brano che forse nasconde il suo valore troppo a lungo, ma poi riesce a spuntarla “con grazia”, finendo nel cesto dei brani migliori. Il violoncello si prende ancora grazioso palcoscenico (come fatto in precedenza sulla intro) durante i cinque struggenti minuti di Einsamkeit, poi viene il turno di Regen in der Dämmerung dove si erge una magica prestazione vocale trainata da chitarre che definire ispirate è dire poco (gli ultimi due minuti appartengono a quella speciale categoria in grado di “segnarti”). La title track la vedo come possibile brano manifesto di quest’opera, violoncello e momenti intensi si sposano alla perfezione con la componente estrema della loro musica, il risultato sarà certamente da esibire con orgoglio, in modo da farlo arrivare alle orecchie di tutti. Gli otto minuti di Nachtgedanken sono pura toccasana per lo spirito, la formazione tedesca maneggia ancora una volta al meglio la propria arte dipingendo a questo punto l’ennesimo ed importantissimo affresco a “doppia mandata” acustico/elettrica.

Avete presente la classica domanda di fine anno che richiede come risposta uno o più gruppi rivelazione? A fine 2011 io avrei sillabato senza indugio il nome Dämmerfarben, e le note della conclusiva Hinaus in die Nacht aumentano ancora oggi questa mia convinzione.

Caduti dentro un “mezzo dimenticatoio” fungeranno per alcuni come motivo di piacevoli riscoperte.

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