Cromosauri – Noiz!

Piacevole scoperta con i Cromosauri e il loro disco di debutto Noiz!, nient’altro che una pura e semplice dichiarazione di passione nei confronti della parola che “tanto e niente vuole […]

Piacevole scoperta con i Cromosauri e il loro disco di debutto Noiz!, nient’altro che una pura e semplice dichiarazione di passione nei confronti della parola che “tanto e niente vuole dire” e che tanto fa sospirare: Grunge.

I ragazzi preparano un lavoro diretto, rock semplice, asciutto ma dalle forti/accese colorazioni. Non si fermano, girano e girano variando nel piccolo mondo scelto di intraprendere, lasciando impronte ben calcate durante la breve durata del tutto (una scheggia dentro una bella giornata di sole), una breve durata che “fa bene”, di quella che smette quando deve senza mai eccedere, lasciando in bocca quel giusto sapore di curiosità e di sapere come andrà a finire la questione.

I Cromosauri spaziano inserendo e smistando elementi elettrici ed acustici in un continuo ed evanescente trip. La voce lascia la sua impronta ora graffiante, ora melodica cercando continuamente l’ispirazione dei grandi nomi del passato. Noiz! diventa così un tuffo -rigorosamente di pancia- negli anni novanta, così acceso e vivo che sembra davvero mutare determinate sensazioni e vicende per riportare le lancette indietro, in anni dove i vari Nirvana, Pearl Jam, Smashing Pumpkins, Dinosaur Jr. Soul Asylum e addirittura i simpatici Crash Test Dummies riempivano le nostre opache giornate sino allo sfinimento.

Ed è così finisce che ti ci affezioni, finisce che Noiz! gira e gira senza sosta, così leggero, a tratti così giustamente malinconico (chi ha detto When Someody Loses Himself? Probabilmente l’apice, o quantomeno il mio) e fedele ai nomi menzionati che quasi ti dimentichi della loro provenienza (pregio o difetto? Dipenderà esclusivamente da voi!).

Rimangono in testa l’opener Broken Green, la coloratissima e danzereccia T-Rex (tormentone assoluto di tutto Noiz!), la “scorretta” e pungente Bad (coraggiosamente forte grazie ai suoi grassi e improvvisi giri) o la conclusiva e stramba Chocolate (ovvero quella formichina che rimane lì piantata in testa per minuti e minuti dopo la fine).

I Cromosauri hanno impresso molto bene sul disco la loro voglia di musica, cercarci sopra chissà cosa vi impedirà di gustarvi appieno il valore di questo Noiz!, un album che non ti fa assolutamente vedere i suoi punti deboli e questo –almeno per me- è un chiarissimo segnale di pregio.

About Duke "Selfish" Fog