Creeping Fear – Onward To Apocalypse

Molte volte l’umore di un dato momento può compromettere in maniera non trascurabile l’ascolto di un prodotto e di una band con la quale si entra in contatto per la […]

Molte volte l’umore di un dato momento può compromettere in maniera non trascurabile l’ascolto di un prodotto e di una band con la quale si entra in contatto per la prima volta. E’ stato così per me con Onward To Apocalypse, lavoro di esordio per i francesi Creeping Fear, fieri portabandiera di un death metal che chiama continuamente in causa “l’imprevedibile” quartetto assortito Morbid Angel/Incantation/Immolation/Kataklysm. Così, mentre un primo ascolto scivolava via apatico e pure abbastanza incredulo di fronte a un’ipotetica “frenata” da parte della giudiziosa Dolorem Records ecco arrivare in soccorso l’insistenza e una giusta scintilla scoppiata definitivamente da qualche parte a cavallo fra il terzo e quarto ascolto. Da quel momento tutto in discesa, tutto bello e schiacciante proprio come i nomi sopra indicati lasciavano pensare, da quel momento Onward To Apocalypse ha ricevuto “via libera” e consenso totale, lasciando di fatto libertà a un tipo di esaltazione neppure contemplato inizialmente.

Se Life Denied già intriga è con la seconda Divine Casualties che i Creeping Fear ci spalancano le porte del loro inferno. Il riffing si rende pungente e nevrotico, pronto a scavare con l’arma della blasfemia seduta dalla propria parte, inaugurando un viaggio che non cederà di un solo millimetro, ne alla stanchezza compositiva, ne alla relativa e possibilissima noia. Swallowed by Death è schiacciante e a modo suo melodica, il sentiero ideale per entrare dentro il cuore di un disco capace di rilasciare preziose perle come Trenches of Desolation, title track (provate e restare fermi alla sua partenza in pieno stile Domination) o le brevi forchettate Spreading Disease e Soiled, Tainted and Merciless prima di finire sotto il peso dell’ultima e implacabile Disposable Existence, ovvero l’ulteriore spinta nel verso opposto del buon senso.

La produzione ribolle egregiamente come da aspettativa per un disco death metal mentre la band appare davvero ben oliata e precisa in ogni componente. Nessuna sbavatura nel riffing studiato per sradicare ogni tipo di erbaccia ben pensante, puntuale la sezione ritmica e notevole anche l’esercizio di growl che magari non spiccherà infine per personalità (bello profondo come la musica richiede), ma che rende certamente onore al buon risultato raggiunto.

Non un capolavoro o un “must have” ma di sicuro un bel sentire l’opera prima dei Creeping Fear.

About Duke "Selfish" Fog