Crawl – Rituals

Vengono dalla Svezia i Crawl e di certo non fanno nulla per nasconderlo. Il loro credo risiede tutto sulle ali del forte binomio stabilito dalle note profuse da At The […]

Vengono dalla Svezia i Crawl e di certo non fanno nulla per nasconderlo. Il loro credo risiede tutto sulle ali del forte binomio stabilito dalle note profuse da At The Gates ed Entombed, i 25 minuti dell’esordio intitolato Rituals diventano così interessante “esercizio di stile”, un esercizio manipolato da personaggi che sanno bene che fili andare a toccare per un’opportuna e ben pestata detonazione.

Passano velocissimi, senza pressione e pregni di una gioia di fondo abbastanza evidente. Il riffing daccordo è derivativo e tutto ma il disco dei Crawl finisce con diritto dentro quel cesto di proposte da tenere in considerazione per una sana giornata all’insegna della velocità e del torcicollo di rito. Il detto che “chi ben comincia è a metà dell’opera” è per i Crawl al momento determinante e solo un disco –anche di poco superiore- giusto potrà condurli su palcoscenici migliori e magari più interessanti. Ma ripeto, va bene così, fottutamente bene così, perché le orecchie grondano il dovuto, il sound acchiappa e conduce per vie agili e continuamente abrasive (il cantato è del tutto debitore nei confronti dei cantori delle blasonate bands menzionate qui sopra).

Nove i pezzi, tutti che finiscono a morire sui due minuti (fa eccezione solo l’ultima-famelica Coven of Servants con i suoi quattro) per un risultato coeso e compresso (ottimo esempio è la penultima Suffer, un brano capace di metterti addosso quella voglia tipica e prerogativa di una opener track), ben direzionato nei pressi di quel centro scelto mentalmente come obiettivo. Le chitarre girano a piacimento senza snervare e la sezione ritmica lavora alle spalle senza alcun tipo di sbavatura. Finisce che tutto è al proprio posto, come un’essenza già ben conosciuta ma gradevole da riassaporare se fatta da chi, con voglia e passione, si getta sopra note trite e ritrite senza demeritare.

Per quanto mi riguarda Rituals si è già guadagnato posto nella mia “grondante “collezione.

About Duke "Selfish" Fog