Cradle of Filth – Cryptoriana – The Seductiveness of Decay

Le cose belle ed entusiasmanti scandite con piacevole mattanza due anni or sono in occasione di Hammer of the Witches vanno incredibilmente ripetute oggi nei confronti del nuovo e lussureggiante […]

Le cose belle ed entusiasmanti scandite con piacevole mattanza due anni or sono in occasione di Hammer of the Witches vanno incredibilmente ripetute oggi nei confronti del nuovo e lussureggiante Cryptoriana – The Seductiveness of Decay; e ben venga la prolificità, la voglia di farsi sentire così ispirati per quella che sembra essere a tutti gli effetti “una nuova alba” per la band inglese capitanata dal sempre sogghignante Dani Filth. Tempi stretti e ispirazione, non so voi ma tutto ciò non può che riportarmi direttamente a cavallo di altre epoche, a quando tali attività erano pressochè all’ordine del giorno. Certo, dei Cradle of Filth non ce ne siamo mai realmente “liberati” in fatto di presenza e full-lenght, ma per tornare a una doppietta consecutiva di tali proporzioni bisogna farne di strada per voltarsi infine parecchio indietro (anche se nel periodo 2008-2010 c’erano andati molto vicini, certo l’arrivo di Cryptoriana – The Seductiveness of Decay ci obbliga a riscrivere e rivalutare meglio il passato).

Il nuovo Cradle of Filth ha la smaccata caratteristica di scorrere fluidamente, risulta agile senza sminuire le bizzarre e mai scontate costruzioni sinonimo da sempre della band. Potrei ripetere quasi le stesse parole adoperate per il fortunato predecessore, davvero qui si sta parlando di due lavori a dir poco “gemelli” per esecuzione e risultato, figli limpidi di una ritrovata vena di scrittura che nulla può temere se espressa con tale efficacia.

Cryptoriana – The Seductiveness of Decay è un incastro magico e bilanciato di ogni loro caratteristica tipica, un calderone guizzante e in continuo subbuglio, pregno di aspetti violenti/gotici/sinfonici alla Cradle of Filth, dosato di angeliche apparizioni femminili tornate seriamente a fare la differenza sia per quanto concerne l’economia del singolo brano che per quella in generale dell’album (da segnalare il ritorno -sempre gradito- di Liv Kristine sulla traccia Vengeful Spirit).

Non posso descrivere se non con la parola “gioia” quello che ho provato sulle note di Heartbreak and Seance (brividi, brividi, brividi, vado già in delirio alla prima strofa con un Dani esplosivo che torna a pungere davvero, ma ogni frangente si eleva in una sorta di gara votata alla perfezione), un pezzo che non avrà il timore di sedersi accanto ai grandi capolavori griffati Cradle of Filth passati alla storia. Forse l’unico in tal senso -e a ben sentire- fra tutti quelli ascoltati su Cryptoriana – The Seductiveness of Decay, con la rimanenza a starsene lì, ben solida e posta in agguato alle sue spalle, come sorta di agguerrita massa intenzionata a “fare gruppo” per il bene unico del disco.

Ma le idee sono chiare, espresse sempre con il piglio necessario già sulle strette spire di una Achingly Beautiful tormentosa e seduttiva. Scendere nello specifico di ogni traccia potrebbe sminuirne in qualche modo il valore quindi mi conviene usare un “chiodo fisso”, un concetto sicuro e rassicurante che possa inglobare tutte le canzoni. Non si scappa dalle varie Wester Vespertine (pathos e un finale da sinceri applausi), title track (il concetto di cavalcata alla Iron Maiden prodotta però dai nostri vampiri preferiti), la già menzionata Vengeful Spirit, You Will Know the Lion by His Claw (a proposito di chiodi qui il refrain si conficcherà addosso senza chiedere il permesso per non parlare dell’architrave iniziale) e Death and the Maiden (la chiusura epica e affascinante che ci riempie il corpo di gusto, ma anche qui l’attacco procura boati).

I Cradle of Filth hanno ripreso il cammino sulla strada maestra (laddove tanti falliscono quando devono “scimmiottare” loro stessi), ora possiamo annunciarlo con sicurezza. Possono accadere ancora i miracoli sulle discografie “attempate”, ora sappiamo che tutto può succedere, che alcuni guizzi possono tornare a entusiasmare.

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