Coraxo – Sol

E’ melodic death metal e suona tanto strano quanto inventivo e classico. I Coraxo arrivano con Sol al secondo disco in carriera e ci fulminano all’istante all’interno di quasi tre […]

E’ melodic death metal e suona tanto strano quanto inventivo e classico. I Coraxo arrivano con Sol al secondo disco in carriera e ci fulminano all’istante all’interno di quasi tre quarti d’ora dai diversi colori, poliedrici, eleganti.

Sol mi ha solleticato, invogliato, è riuscito nel stuzzicare sensi assopiti e il tutto senza proporre niente di nuovo ma solo -come già detto- “strano”. Sarà proprio tale caratteristica ad incuriosire, quel misto di Svezia e Finlandia pronto a fondersi in un misto di concretezza e spavalderia. I Coraxo vi faranno spuntare idee, ispirazioni e addirittura delle formazioni che pensavate di aver dimenticato da tempo e che forse andrete pure a recuperare. Sotto alcuni aspetti è una sorta di tributo al modo di proporre musica dei tardi anni novanta filtrato con mezzi e attitudini di fuoriuscita attuali.

Il sound cinge, le melodie rincuorano sul serio (primizie alla At the Gates e In Flames si prodigheranno dentro un mare di “qualcos’altro” che porta anche su momenti d’unione tastierosa alla Dark Tranquillity per quanto riguarda una prima parte dell’album diciamo canonica), c’è il tiro associato alla leggerezza, tutti aspetti che fanno bene oltre a lavorare a favore di un’insieme vispo e scattante (lampi di sassofono usati con intuizione).

I Coraxo -lo si avverte- non si fanno problemi e agiscono guidati dall’impulso, probabilmente non vogliono neppure rientrare dentro fastidiose etichette nonostante le fonti siano evidenti e dichiarino subito il contrario. E sul tutto regna una produzione distinta, per nulla sporca e che nulla vuole o può nascondere, e le carte si mescolano (qualcuno mi sta bisbigliando il trittico composto dall’onirica Revenants con voce femminile, da una Ascension dal lirismo alla Nevermore e da Sunlight dagli spunti Crematory?) con passione, quasi annebbiano i sensi talvolta e va bene così perché Sol ti fa “restare sul pezzo” sino alla sua conclusione, ti da la sensazione di aver ascoltato un disco assai meritevole sul quale riuscirai a tornare con fierezza in futuro.

Occorre precisare la capacità dei Coraxo di saper cogliere spunti a destra e a manca senza mai scadere nel plagio assoluto. Le loro canzoni mescolano e modellano umori e tempi ritmici in continuazione (basti pensare ad una Sacrifices Made o al sapore di “lentone alla Hypocrisy” dell’ultima Spearhead) e tale caratteristica sarà il fiore all’occhiello dell’intera opera.

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