Consummatum Est – Hypnagogia

Uscita sulla quale riporre adeguata attenzione. Di entità funeral doom dalla nostra penisola non ne escono fuori tutti i giorni (anzi direi che quasi non ne escono), da questo punto […]

Uscita sulla quale riporre adeguata attenzione. Di entità funeral doom dalla nostra penisola non ne escono fuori tutti i giorni (anzi direi che quasi non ne escono), da questo punto di vista Hypnagogia funge come il classico fulmine su cielo plumbeo. I Consummatum Est avevano già rilasciato un disco nel 2005 intitolato Funeral Procession, purtroppo la release è rimasta abbastanza nascosta a causa della circolazione di poche copie, questo nuovo capitolo diventa quindi di una certa importanza per la formazione, la espone chiaramente,”senza veli”, e bisogna dire che loro fanno di tutto per potersi presentare nel migliore dei modi. I nostri vengono intanto scritturati dalla Silent Time Noise (capace di dimostrare da subito un fiuto sopraffino), etichetta Russa che nel 2010 muoveva i suoi primi piccoli ma sicuri passi.

Hypnagogia si presenta molto curato graficamente, la copertina cupa e decadente sistema le cose già prima della partenza fornendo colori e sensazioni idonee all’ascolto.
L’album non perdona, quattro canzoni per cinquanta minuti di intenso e melodico funeral doom “sporcato” di gotica melodia. Proprio questa vena goticheggiante permetterà ai Consummatum Est di “sfondare” più facilmente rispetto ai classici del genere (generalmente più impervi) che fanno della staticità il proprio punto d’estrema forza. Vorrei sottolineare comunque di come la staticità necessaria rimanga sempre ben presente ed incollata (gli intenti sono chiari ecco), diciamo solo che viene diluita, filtrata, si avrà la -strana- sensazione di stare vivendo un ascolto in qualche modo più leggero, questo aldilà della notevole durata dei brani.

Nella loro musica ho percepito tre diverse essenze appartenenti ad altrettante formazioni diverse. In primis la drammaticità dei Pantheist, poi l’animo elegante tipico degli Shape Of Despair ed infine quella particolare fusione fra metal estremo e gotico che sapevano propagare i Tristania durante i loro primi passi (perfetto esempio di ciò che voglio dire è racchiuso nel finale di Hypnagogia-Prospectus). Tutte queste caratteristiche sono ben impresse nei quattro capitoli di Hypnagogia e non si potrebbe davvero chiedere di meglio ad un prodotto così bene proposto e definito. L’interpretazione vocale è di pari passo ben pensata e realizzata, il growl risulta profondo ma mai eccessivamente “estremo”, mentre le parti urlate conferiscono la giusta sensazione di sofferenza aprendo importanti quanto improvvisi squarci all’interno della sacra lentezza perennemente recitata. Le parti femminili in soprano sono sempre inserite minuziosamente (vedi Dolls And Ravens), presenti ovviamente anche le tastiere, importanti quando non vengono sotterrate dal muro elettrico delle chitarre, appaiono sempre pronte, puntuali quando c’è da fornire la giusta dose d’ombra al brano di turno (e qui partono icomplimenti a Vastitas per il lavoro svolto). Infine non posso esimermi dallo spendere qualche parola d’apprezzamento per le chitarre, è facile apparire monotoni, quasi privi d’anima quando decidi di suonare questo genere musicale (molte volte volutamente), in questo caso invece puoi arrivare a sentirle respirare (lenti respiri, aliti di vita su un campo di morte), il merito è sicuramente da spartire con l’ottima e potente produzione.

Poi, se tutto ciò non dovesse bastare i nostri sono riusciti pure ad ospitare la voce di Greg Chandler (Esoteric) per il brano autocelebrativo, questo è certamente l’ultimo buon motivo, nonché ideale ciliegina sulla torta per non arrivare a porsi inutili scuse, giusto per non evitare di correre il rischio di “scansarsi” dal comprare Hypnagogia nel suo formato fisico (perché comprate ancora vero?).

Riusciranno i Consummatum Est dopo tale ingombrante inizio? Il tempo parlerà, intanto possiamo cullarci orgogliosamente questa gemma tutta Italiana.

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