Cirith Gorgor – Visions of Exalted Lucifer

Lontani i fasti degli esordi, con l’Osmose Productions da una parte e le copertine di Kris Verwimp dall’altra, e con un dato “clamore” che lentamente sbiadiva, tanto quanto l’interesse nei […]

Lontani i fasti degli esordi, con l’Osmose Productions da una parte e le copertine di Kris Verwimp dall’altra, e con un dato “clamore” che lentamente sbiadiva, tanto quanto l’interesse nei confronti del black metal. Eppure i Cirith Gorgor il loro sporco e dannato lavoro lo hanno continuato a svolgere lontano da orecchie “indiscrete”, e questi cinque anni d’attesa dal precedente Der Untergang… / Победа!!! (l’anno scorso giusto la partecipazione ad uno split per scaldare i motori, si presentava Rite of Purification – Vanished from This World, canzone che appare in coda a questo lavoro) incrementano di certo l’attesa, la voglia, e il piacere di risentirli nuovamente all’opera (non a caso li vediamo approdare oggi sulla connazionale Hammerheart Records). Si, c’era bisogno della forza dei Cirith Gorgor, un bisogno “celato”, spiegato appieno e senza troppi fronzoli dalle note di Visions of Exalted Lucifer, un disco secco e malevolo come da tradizione ma soprattutto vincente, poco importa da quale parte lo si possa girare. Certo, le trame della formazione olandese sono a dir poco impervie e spinose, belle spinte e a tratti “poco confidenziali”, piene di strutture melodiche mai troppo persuasive (di quelle da andarsi a cercare insomma), però che bello ascoltare un disco “maturo ed inquadrato”, continuamente ancorato a concetti e modi di vedere dei loro primi tempi. Bello constatare come gli anni possano “non intaccare” la corazza di alcune anime, sempre pronte a riproporre senza tentennamenti le consuete carneficine sonore.

I Cirith Gorgor con Visions of Exalted Lucifer fanno solo che bene allo spirito, magari non entusiasmeranno in misura straordinaria e massiccia, ma continuano a sguazzare in quella speciale vasca che da sempre – e con orgoglio- li racchiude. L’attacco iniziale di Salvator è stordente ed esprime proprio tutta la voglia d’irrompere e colpire, successivamente l’album saprà rallentare e plasmare meglio il messaggio voluto dalla band, ma l’inizio resterà sempre “un biglietto da visita” essenziale, lo slancio necessario ed impattante dopo tanto tempo passato a covare nell’ombra (il messaggio viene sigillato in maniera splendida dal martirio profuso dall’ultima traccia in scaletta Into the Nameless Void).

La produzione schiaccia e comprime in tutta la sua pulita efferatezza, andando a creare un muro sonoro tanto violento quanto essenziale. I Cirith Gorgor maneggiano brutalmente i loro strumenti (chirurgici solo all’apparenza), dipingono stati inquieti (ascoltare l’arida title track), poi ipnotici su Of Black Dimensions… , sorta di introduzione/preparazione alla “colata di sangue” denominata …and Demonic Wisdom (escono aculei dal riffing). Wille zur Macht armonizza, striscia e massacra (non a caso scelta come loro primo video ufficiale), Rite of Purification – Vanished from This World cerca di placare un poco gli animi (“ciondolante rituale”) prima del trionfale gioiello conclusivo Into the Nameless Void, praticamente una trivella piazzata nel mezzo del cervello.

Visions of Exalted Lucifer riesce a rappresentare al meglio il periodo e il valore dei loro “album di mezzo” come Firestorm Apocalypse – Tomorrow Shall Know the Blackest Dawn e Cirith Gorgor con l’aggiunta di soluzioni in qualche modo imprevedibili, volte a scoperchiare solo in parte il loro abitudinario modo d’agire.

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