Chocking On Illusions – Rest/less

Non la conosco da molto la Bastardized Recordings però non ho impiegato molto a capire che i suoi prodotti finiscono a diventare inevitabilmente qualcosa di speciale, qualcosa di estremamente godibile, […]

Non la conosco da molto la Bastardized Recordings però non ho impiegato molto a capire che i suoi prodotti finiscono a diventare inevitabilmente qualcosa di speciale, qualcosa di estremamente godibile, tanto da arrivare al classico e paradisiaco “raschiamento dell’osso”. Non fa di certo eccezione la mezz’ora offertaci  dai tedeschi Chocking On Illusions sul loro Rest/less, un ruvido disco a cui affibbiare la sgraziata etichetta di “hardcore melodico”, insomma musica capace d’intrappolare presto dentro la sua appiccicosa tela.

Il giusto reparto ritmico e l’ispirata prestazione del cantante rendono Rest/less una piccola leccornia da vivere ad oltranza (aiutata e di molto dalla sua poca lunghezza) sino al nostro personale e meritato tracollo. L’ascolto passa liscio ed intrigante, non annoia e anzi riesce a buttare prezioso olio su alcune giunture che potevano rivelarsi –a suon di insistere- un poco problematiche.

La produzione non intende nascondere una pulizia che farà di tutto per mostrare un suo lato “sporchino”, evidenziato da chitarre pronte a stabilire malleabili spigoli e agrodolci melodie. Incredibile l’attacco della title track, canzone dotata di un morbido refrain d’assoluto e ideale spessore. Poi in successione avremo la cadenzata spinta di Sleepwalker, l’introspettiva ma sognante Left Unsaid (con tocchi acustici) e le coltellate emozionanti di 13. Tante “fluttuazioni” e non siamo neppure a metà disco, l’ascolto trabocca letteralmente sulla scia di una qualità che mai ci mostrerà la temibile corda di facciata. Borderlines schiaccia con eleganza prima di rilasciare un altro “temibile” chorus ed un finale da sogno mentre Death Waltz e L.O.V.E. convincono nella loro mossa coralità.

Lasciate che i Chocking On Illusions carburino e vedrete che non ne uscirete affatto delusi. Scoprite il fascino della spontaneità, della “melodia che c’è, ma che non  appare mai scontata”, di pezzi capaci di lasciarsi il testimone senza palesare la minima presenza di sbadigli o forzature del caso. Il gusto dell’immediata semplicità.

About Duke "Selfish" Fog