Centurian – Contra Rationem

Gli Olandesi Centurian, così belli, ma anche così una rarità, una rarità che ha deciso d’intraprendere lo scioglimento dopo quest’ultima prova. Nati nel 1997 vedevano uscire il proprio debutto solo […]

Gli Olandesi Centurian, così belli, ma anche così una rarità, una rarità che ha deciso d’intraprendere lo scioglimento dopo quest’ultima prova. Nati nel 1997 vedevano uscire il proprio debutto solo due anni dopo con Choronzonic Chaos Gods, l’attenzione dei maniaci si impose subito dando il via al seguito di Liber Zar Zax (2001), sicuramente un degno successore. Poi “respiri di nulla” sino agli inizi del 2013, anno in cui i ragazzi decisero di tornare per farci un bel regalo. Il dono fu fatto a loro modo e senza troppe leccate di deretano, la mezz’ora scarsa era forse poca, ma di sicuro ci ripagava adeguatamente del tempo aspettato.

Contra Rationem arrivava così in punta di piedi, pensava a devastare bene bene e poi se ne andava senza lasciare traccia di se. I Centurian sapevano di non poter sbagliare e deludere, lo sapevano così bene che non serve neppure starlo a dire per darlo “prematuramente scontato”, basta mettersi all’ascolto di queste nove canzoni incastonate una sull’altra con cura meticolosa e godere del loro modo di fare, del loro approccio “catastrofico”, un perenne senso di asfissia che aleggia e domina continuamente su riffs e costruzioni di scuola ancora una volta Morbid Angel (eh no, i cambiamenti non facevano per loro).

Potete vedere Contra Rationem come un “senso di rivincita” rispetto la relativa delusione data dall’Angelo Morboso con il loro Illud Divinum Insanus, potete vedere le cose che vanno finalmente al dovuto posto. Ai Centurian non serve una “iper-produzione”, a loro serve solamente la vibrazione degli strumenti, fatta in presa diretta e senza tanti fronzoli; e si sente tutto perché le chitarre trasportano sulla scia del loro veleno e la batteria attira a sé come sempre più raramente si può sentire di sti tempi. L’acquisto dovrebbe essere preso in considerazione anche solo per la presenza di una monumentale Feast of the Cross (quei giochini di piatti quanto mi gasano!), perfetta nella sua furia e nell’annientamento procurato. Quando poi dietro al microfono metti Niels Adams (preso in prestito dai vicini Prostitute Disfigurement) i risultati non possono che diventare ancora più blasfemi, finendo per giocare a favore della band.
Crown of Bones e Judas Among Twelve nella prima metà non possono far altro che mostrare lo stampo da veterani, ad ogni nuovo attacco si freme, e lo si inizia a capire ancora meglio con quello di Antinomian, implacabili davvero. Ci sono gruppi che vogliono andare a parare chissà dove, certi nemmeno lo sanno con certezza, i Centurian tutto questo non lo comprendono, sono così “fluidi” da fare impressione (vista anche la prolungata assenza, quando certe cose le hai incastrate nel dna non serve dimostrare altro) ed era un autentico piacere ritrovarli così su Listenable Records (l’etichetta tornò a produrli senza pensarci sopra due volte, vera passione e spiegazione esemplare di cosa voglia dire credere in ciò che si fa).

Contra Rationem è bello tutto, lo capisci quando l’esaltazione non arriva a placarsi, anzi, quasi si rinnova di fronte ai pezzi più classici come The Will of the Torch o Damnatio Memoriae, e a quelli più cupi e “declamatori” come può essere Sin Upon Man. In qualunque modo durante lo svolgimento della conclusiva Adversus capiremo tutto il concreto valore di un disco che per tanti sarà puro toccasana.

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