Cendra – 666 Bastards

Andiamo a riscoprire il secondo album degli spagnoli Cendra uscito ad inizio 2015 ed intitolato simpaticamente -e per nostro uso e consumo- 666 Bastards. Se titolo e copertina non dovessero […]

Andiamo a riscoprire il secondo album degli spagnoli Cendra uscito ad inizio 2015 ed intitolato simpaticamente -e per nostro uso e consumo- 666 Bastards.

Se titolo e copertina non dovessero ancora bastare a comprendere il tipo di “rozzume” che andremo incontrando, rimarrà solo la “buona alternativa” del tasto play. La volta innescato diventeremo facili prede di una mezz’ora abbondante, musicata da toni scanzonatori e bellamente ignoranti. I Cendra fanno bene il loro sporco lavoro non c’è che dire, lo fanno senza mai mostrare chiari intenti personali ma ben poco ci dovrà importare a proposito, poiché 666 Bastards è un azzardo bello e buono, semplice thrash metal appena svestito da alcuni contorni speed/black. E quindi via per queste corrosive “giostre del male”, confezionate prima su linee thrash/punk e poi spedite rozzamente dentro le nostre orecchie senza alcun tipo di filtro.

Non ci sarà tempo per riflettere ma solo quello per sbattere la testa negli angoli più vicini e possibilmente più contundenti possibili. E’ puro “entusiasmo oscuro” quello che accalappia, niente tentennamenti, solo sputi diretti in faccia uno dietro l’altro, senza sosta, senza ignobili ripensamenti. I Cendra realizzano il classico disco in grado di “prendere”, lontano dalle fastidiose masse, da terminologie troppo complicate o da vestigia esageratamente ingombranti. Un sorso e via, è così che 666 Bastards soddisferà i desiderosi di sano baccano e di mai sufficiente e fetida velocità.

Semplici e aspri questi dodici brani, pezzi che riflettono amore incondizionato per le prime produzioni Sodom/Kreator senza mai omettere i doverosi Hellhammer o le ultime cose realizzate da quei marcioni dei Darkthrone. Così si pedalerà con i Cendra, un gruppo carico di entusiasmo e con la voglia di cancellare -con pochi accordi- il peso delle giornate peggiori. Buona la produzione, capace di caricare lasciando al contempo un velo stantio del tutto apprezzato ed efficace. Nessuna esitazione la volta che ci troveremo di fronte alla bella copertina, pochi spiccioli ben spesi che non lasceranno spazio alcuno al rammarico. In semplicità, proprio come l’amore per il “classico” espresso da parte dei Cendra. Lasciatevi prendere, divertire.

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