Celesterre – The Wild

Debutto tutto olandese con i Celesterre, band espositrice di un sound epico, pienamente a cavallo tra l’heavy epico e armonizzazioni ora progressive rock, ora doom metal. Un bel bagno sonoro […]

Debutto tutto olandese con i Celesterre, band espositrice di un sound epico, pienamente a cavallo tra l’heavy epico e armonizzazioni ora progressive rock, ora doom metal. Un bel bagno sonoro da consigliare in primis agli estimatori dei Primordial, poi in successione alle varie sensazioni lasciate dai vari Cirith Ungol, Manilla Road, Iron Maiden e Bathory, più qualche capatina melodico-vocale non troppo lontana da quelle proposte dai finnici Throes of Dawn (mi è impossibile non pensare a loro durante l’esecuzione della prima Burst into Life). La Rain Without End Records confeziona un prodotto interessante, ben studiato e attento nel non commettere “errori di battitura” clamorosi. Verremo in tal modo contenuti dentro un recinto ben preciso, un recinto che non si preclude alcune sfumature o “libertà” senza il bisogno di intaccare il climax intuitivo e ricco di spirito d’elevazione.

The Wild colpisce con le prime in scaletta (difficile dimenticarsi del motivetto lasciato da una sguainata Instinct) ma poi decide di rallentare dapprima con Ramfight at Sundown e poi con Endure the Cold dove andremo a registrare pura sospensione e un duetto maschile/femminile tanto delicato e sinuoso quanto efficace e godurioso. Il disco assumerà forme diverse e molto creative, perennemente in bilico fra l’epico e il selvaggio, fra il grattato e il declamato, il tutto filtrato attraverso una produzione per nulla bisognosa di troppi e faziosi orpelli. Impossibile non menzionare la penultima The Pecking Order, nient’altro che una prova di forza da parte dei Celesterre, i quali ci dimostrano concretamente quanto sia solido quel filo tenuto legato parsimoniosamente in mezzo a tutte le otto canzoni.

Sarà indispensabile apprezzare o scendere a patti con la particolare prova canora per poter scendere al meglio nelle viscere di un disco abile nello stingere ed espandere una speciale magia su di se. The Wild magnetizzerà attraverso qualche passaggio più spedito e tanta, ma tanta presa di coscienza. Un fulcro vibrante tenuto sotto controllo, a una distanza mai eccessiva, in grado di permettere ai Celesterre leggiadri e mai impulsivi cambi di tonalità. Semplici all’apparenza ma non nella sostanza, un’esperienza in continuo subbuglio che a ben vedere non era così facile da realizzare (almeno in modo così scorrevole).

About Duke "Selfish" Fog