Blaspherian – Infernal Warriors of Death

Dopo l’ottima prova sul breve con Allegiance to the Will of Damnation (2007) attendevo i Blaspherian in maniera quasi spasmodica. L’attesa venne ripagata finalmente nel 2011, grazie al primo lavoro […]

Dopo l’ottima prova sul breve con Allegiance to the Will of Damnation (2007) attendevo i Blaspherian in maniera quasi spasmodica. L’attesa venne ripagata finalmente nel 2011, grazie al primo lavoro su lunga durata dall’esplicito titolo Infernal Warriors of Death. Un rapido sguardo all’infernale copertina non potrà che generare “pensieri alla Immolation”, e difatti la band del duo Dolan/Vigna è ben più che una semplice ispirazione per questi malevoli individui (assieme ai “soliti” compagni di merende Incantation e ai sempre importantissimi Morbid Angel).

Nei trentasei minuti imbastiti Infernal Warriors of Death farà la gioia degli accaniti death metallers old school, di chi non vuol avvertire neppure la minima traccia di un qualcosa che la faccia “fuori dal vaso”. In questo caso la scintilla potrà scattare subito, innanzi una produzione suadentemente diabolica che non si leverà più di torno o dal “possederci” sino alla conclusione. Gli otto brani si scambiano il testimone con perfidia e non ci permettono di interferire, irruenza e spirito malefico sono lì ad abbracciare sadicamente come solo le fiamme degli inferi potrebbero in realtà fare. Volevate truce e puro death metal? beh, i Blaspherian esistono appositamente per questo, per servire i vostri vizi peggiori e innominabili.

Le chitarre con il loro suono lavorano il cervello (splendide pale in azione) mentre Lord Apollyon pensa a vomitare nient’altro che blasfeme sentenze da dietro il microfono. Una volta lasciata partire la “simpatica” opener The Disgrace of God sarà concretamente impossibile fermare un disco creato ad hoc per spargere reiterati malefici sulle nostre “candide” abitazioni. I Blaspherian amano infarcire le loro canzoni con sporchi rallentamenti o “mezzi rallentamenti”, questa caratteristica alimenta continuamente lo spirito del disco (perfetto esempio sono Sworn to Death and Evil o la title track) facendolo diventare un vero must death metal per chi riesce ad arrivare a quel limite che separa le seconde dalle terze linee. Preparatevi per bene poi per l’ascolto di Lies of the Cross, un pezzo capace di evocare qualsiasi entità presente nel suo prezioso raggio d’azione (il lento incedere è quantomeno magistrale). Più si entra dentro ad Infernal Warriors of Death e più realizziamo di come la sua forza risieda nell’insieme, la canzoni nascondono molto bene il loro punto debole (sempre se lo hanno) per nostra gioia pronta a renderci felici e “annebbiati” come fanciulli. Uno degli apici dell’album si trova nella linea divisoria fra In the Shadow of His Blasphemous Glory e Invoking Abomination (che mazzata fra “melodia” e malsano), uno di quei momenti dove non posso fare a meno di ringraziarmi per essere arrivato a questa -sbagliata- musica.

Blaspherian è acqua rossa e bollente, linfa ed “essenza” death metal americana. Se ci definiamo come cultori o appassionati di questo genere non potremo saltare l’ostacolo, perché come mi piace dire: “non si ascoltano sempre e soli i grandi capolavori“.

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