Blake’s Vengeance – 7747-7744

7747-7744 è il primo demo  dei promettenti thrasher italiani Blake’s Vengeance. Un percorso breve ma super interessante, vero sino al midollo ed esploratore di sembianze volutamente contorte, subito identificabili ma […]

7747-7744 è il primo demo  dei promettenti thrasher italiani Blake’s Vengeance. Un percorso breve ma super interessante, vero sino al midollo ed esploratore di sembianze volutamente contorte, subito identificabili ma non per questo noiose. Anzi, bisogna dire che questi ragazzi in appena quattro brani riescono ad imprimere una loro chiara identità su note certamente non nuove ma sempre elettrizzanti, schiave di costante ricerca, e del non sapersi accontentare.

I Blake’s Vengeance fecero uscire questo demo/ep nel 2015, fortunatamente vennero pescati circa un annetto dopo dalla polacca Defense Records che decise –giustamente- di dare meritata visibilità a 7747-7744 e ai suoi quattro ricercati pezzi. Il risultato è un cd graficamente curato e meritevole di quei pochi spiccioli richiesti, forte di un libretto bello corposo ed appagante che molte volte non riusciamo neppure a trovare su release di ben altra portata/durata. Preso atto della confezione non potremo di certo denigrare un prodotto che pulsa vitalità thrash metal, c’è ancora voglia di portare il genere ad un livello “superiore” e i Blake’s Vengeance ce lo dimostrano a più riprese. Tanto classici quanto “scorretti” i loro pezzi arriveranno a formulare un loro preciso linguaggio, un linguaggio che parte dallo spirito eclettico di nomi storici come Agent Steel, Flotsam and Jetsam e Coroner sino a piombare su classiche evoluzioni care agli Iron Maiden (con in più quello stampo, quel filo che parte dagli Omen e arriva ai Sacred Steel), in ogni caso vale il detto “provare per credere”.

Che la portata sia “ghiotta” lo si intende subito, in seconda  battuta impareremo a fraternizzare con linee vocali mai scontate, pronte a registrare nuovi  sbilenchi “eccessi”  con meticolosa attenzione. Ma non si vorrà esagerare ed è giusto così, per quello ci sarà eventualmente tempo, un primo passo deve suonare in tal modo, avere il tempo di “fermentare” quel che serve per fini ancor più maestosi.

We Sleep non potrebbe presentare meglio l’operato dei Blake’s Vengeance, un pezzo che non intende lasciare fermi, lo scopo è limpido, ed è quello di tenerci in costante subbuglio, pronti nel ricevere punture, “arabeschi”, melodie o quant’altro dietro ogni propositivo secondo (la seconda Ronin consolierà magistralmente il brano d’apertura andando a stabilire il primo vero apice della band). La differenza fra i Blake’s Vengeance e tante altre formazioni esordienti è la qualità da subito messa nel piatto, non capita spesso di finire l’ascolto con dentro quell’insana voglia che non sia “tutto lì”. Blind To The World parte quasi meditata prima di evolversi nello stile scelto come effige, mentre l’ultima The Machine ci saluta alla grandissima, intessendo le ultime grandi e furiose melodie (ma tutto merita, le strofe come i solos), melodie pronte a stamparsi a fuoco sul nostro  metallico -e mai domo- cervelletto.

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