Black Witchery – Inferno Of Sacred Destruction

E’ sempre un piacere ascoltare i Black Witchery, pochi album e tanti split, ma ogni volta puntuale vige quella strana consapevolezza di andare incontro alla solita confortante melma sonora “caciarona”. […]

E’ sempre un piacere ascoltare i Black Witchery, pochi album e tanti split, ma ogni volta puntuale vige quella strana consapevolezza di andare incontro alla solita confortante melma sonora “caciarona”. Inferno Of Sacred Destruction è la terza gemma di una discografia che supporta in toto il detto: “poco ma buono“. Probabilmente ci troviamo di fronte al loro disco più debole in assoluto, però c’è una scusante e non da poco, i Black Witchery diminuiscono ulteriormente i minuti arrivando a toccare quota 24 minuti. Numeri da mini cd per altri ma non per loro, difatti credo proprio che nessuno si lamenterà per questa sciocca sottigliezza, in primis perché la carneficina proposta è sempre di ottimo livello, e secondariamente perché il disco è perfetto così com’è, compatto, violento e senza nessun tipo di compromesso. I Black Witchery sono ben lontani dallo stringere patti con ogni tipologia possibile di luce, e un altra indovinata copertina lo fa intendere più che bene, oscurità e grigiore a fuoriuscire con grande classe senza evitare di scomodare le consuete fiamme infernali.

“Serrattezza tenebrosa”, riffs di chitarra che sembrano incollarsi addosso seduta stante, un cantato appiccicoso quanto catrame e grasso quanto il suono. In pochi conferiscono quell’arida sensazione di distruzione, un rullo pronto a comprimere totalmente il malcapitato fruitore senza ritegno alcuno. Facile rimanere soggiogati dall’iniziale Holocaustic Church Devastation, non un solo attimo di quiete, ma solo una grande diabolica mattanza. Le cose vanno ancora meglio con la seguente Antichrist Order of Holy Death, il mio brano preferito con delle grandissime strofe pronte a sopraffare tutto. Il macello prosegue senza sosta, prima arriva il turno di Apocalyptic Carnage, poi saranno le poderose fiammate di Barbarism Domination a diventare protagoniste. La title track ci mostra scenari di blasfema tortura cercando al contempo di “ammorbidire” un pochino il peso dell’album (sempre alla loro maniera, niente cose esageratamente soft ovviamente) prima dell’arrivo di Kingdom Against Kingdom, massacrante cover dei rudi Conqueror (le orde infernali si manifestano al completo in appena due minuti di canzone). Dopo la strumentale Sepulchral Witchcraft parte l’ultima “colata” dal nome Ascension of the Obscure Moon, lente movenze ma solo apparenti quelle delle chitarre che per qualche motivo avanzano invece rapide mettendoti addosso ogni specie di tremenda ansia.

Black sporcato di sucido death/thrash, i Black Witchery sono pur sempre la rappresentazione black metal e bestiale dei Possessed, con apparente semplicità hanno qui assestato un altro colpo vincente, gli ascoltatori di vomitevoli ignobiltà sonore saranno certamente accontentati anche a questo giro.

About Duke "Selfish" Fog