Black Flame – The Origin of Fire

I Black Flame arrivano a scolpire con The Origin of Fire il loro diamante più bello ed imponente (almeno secondo i miei gusti). Chiusi nelle loro serrate strutture i nostri […]

I Black Flame arrivano a scolpire con The Origin of Fire il loro diamante più bello ed imponente (almeno secondo i miei gusti). Chiusi nelle loro serrate strutture i nostri continuano a mietere dischi puri, composti, e predisposti a soddisfare il lato più occulto e nascosto dell’animo. Continuano la loro crescita i Black Flame, e noi siamo ben felici di stare con loro, assieme a trame sempre più accorte e volte a sorprenderci “a piccoli passi” sulla distanza, levingando ogni volta centimetri verso l’alto, verso ciò che conta.

Un percorso oscuro il loro, seguito unicamente da “chi sa cosa vuole” in campo musicale, un percorso che viene finalmente premiato dall’arrivo di una sempre più attenta e prolifica Avantgarde Music. D’altronde sarebbe un peccato lasciarsi sfuggire da sotto il naso un prodotto così spiccato e meritevole, nato e cresciuto vistosamente “in casa” propria.

Il black metal dei Black Flame perfeziona alcune passate angolature, “diventa grande, grosso ed impossibile da respingere”, una massa ferrea di cinquanta minuti, una corazzata che non sta a sentire altrui campane per cibarsi unicamente del proprio orgoglioso e diabolico pensiero. La stanza nella quale verremo riposti sarà chiusa ermeticamente, perché bisognerà essere “soli” per combattere una tracklist ferrea, a suo modo corrosiva e priva di ogni senso di pietà. Nessuna concessioni nei nostri riguardi, ma solo la voglia di comporre un’opera adulta, sprezzante ed irrefrenabile.

My Temple of Flesh irrompe arida dentro i nostri polmoni, la prima sadica fucilata, scavatrice di un album praticamente impeccabile, imperneabile ai “fattori esterni”. Unholy Cult of Rejection prosegue la mattanza “tagliando corto”, malevola frustrata anteprima delle successive e solidissime Under the Bridge of Illusions (magnifica interpretazione), la penetrante The Fire Union, On the Trail of the Serpent o The Gateway of the Sun (giusto per non stare a citarle tutte). I Black Flame non sbagliano nulla e proseguono il loro percorso a testa alta, senza esitare, regalano ai propri seguaci il disco che volevano, un nuovo importante movimento nel sottosuolo ribollente nazionale.

E’ la voglia di non concedere l’arma nascosta di un disco come The Origin of Fire, la pressione continua, duratura e senza pietà alla quale saremo puntualmente sottoposti, una piacevole tortura che solo chi ha dimestichezza con il genere potrà ergere a proprio personale monumento o come esclusivo/opprimente mantra sonoro.

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