Beyond the Styx – Leviathanima

Se come abitudine/vizio avete quella di rimanere beatamente intrappolati dentro una gabbia, l’ascolto di Leviathanima farà per certo al caso vostro. Più che altro se siete giovani ruspanti o persone […]

Se come abitudine/vizio avete quella di rimanere beatamente intrappolati dentro una gabbia, l’ascolto di Leviathanima farà per certo al caso vostro. Più che altro se siete giovani ruspanti o persone a cui interessa solamente musica priva di respiro e dal flagello costante, poche variazioni sul tema, buona tecnica ed enorme pulizia cuciranno adeguatamente il resto. Lo ammetto non sono un grande fan del metalcore, però l’esordio griffato Beyond the Styx è riuscito a convincermi (sebbene non in maniera mostruosa) senza mostrare eccessiva carica ammorbante. E’ una battaglia, una battaglia fra amici, non tutti la sopporteranno, ma sono sicuro che chi di dovere ci andrà repentinamente fuori di cabeza.

Chitarre e batteria in vece di strumenti chirurgici, growl soffocante ed aggressivo che trova il tempo di dilaniare e “dilaniarsi”, soffrire e sgolarsi. L’impatto delle loro creazioni è davvero importante, le vicinanze vibrano, esprimono “pulsazione” facendo passare il songwriting in secondo piano. Effetto coralità moltiplicato per dodici brani tellurici, con un incedere a “corrente alternata”, puro sballottamento che sfora talvolta su motivi da sfogo melodico (mai eccessivo e forse causa principale del mio moderato entusiasmo).

Estenuante lotta per poter reggere le valanghe in forma di pattern ritmici (paradiso delle corde stoppate), per non cadere, le canzoni potrete pure ascoltarle “random” tanto finiranno per somigliarsi un po tutte, nell’attacco, negli intenti e parlando terra-terra in ciò che alla fine ti ritrovi in mano.

Fra le preferite vi cito Autops6gorgones, SanctuarINK e lupUS (tutti i titoli che incontrerete saranno non poco bizzarri), ma la linea di demarcazione fra queste e le altre è praticamente irrisoria ed in grado di generare classifiche totalmente differenti da capo a coda.
Consigliato a chi è solito “farsi” di costruzioni meccaniche con il resto lì appoggiato (o meglio incollato), come se fosse una qualche cornice d’accompagnamento.

About Duke "Selfish" Fog