Bereft of Light – Hoinar

La Loud Rage Music conferma di essere una delle nuove etichette da tenere in considerazione con l’uscita del progetto Bereft of Light. Dietro al suddetto si nasconde Daniel Neagoe, personaggio […]

La Loud Rage Music conferma di essere una delle nuove etichette da tenere in considerazione con l’uscita del progetto Bereft of Light. Dietro al suddetto si nasconde Daniel Neagoe, personaggio ormai affermato e conosciuto per aver messo piede su nomi di grossa portata come Shape of Despair e Pantheist senza dimenticare gli ottimi Eye of Solitude, Clouds e Deos. Insomma, dove c’è lui c’è death/funeral doom di qualità e di certo non fanno eccezione i quaranta minuti messi in atto dal qui presente e tenebrosamente sfarzoso Hoinar.

Per il monicker Bereft of Light il nostro ha deciso di fare tutto da solo, l’obiettivo è certamente quello di raggiungere il massimo livello possibile d’intimità e per farlo il nostro adopera, maneggia e “fonde” l’atmosfera del più “agile” death doom con quella dilatata del black metal melodico.

Hoinar è un disco pesante da inglobare (ma non troppo per quanto riguarda forma e strutture, possiamo dire che possiede una ricercatezza quieta e tutto sommato semplice al tatto), un disco che inizialmente tarda a carburare finendo per snocciolare le migliori sensazioni solo alla fine. Di fatto è un colpo ben attutito che intende rimanere nascosto per un primo periodo che possiamo definire “di sicurezza”; non si spiega altrimenti una canzone come Legământ, subito la bolli come la più debole, ma poi dopo tre/quattro giri di rodaggio inizi a stravolgere la situazione a suo favore, finendo quasi a tifare per lei. Eppure sussistevano determinati umori di certezza nei confronti delle ultime due Freamăt e Târziu (che non tarderei nel consigliarvi di provare per tastare il sapore e l’atmosfera viandante portata da Bereft of Light, la seconda -e ultima della tracklist- ci porterà letteralmente alla deriva), due canzoni davvero perfette e che sanciscono il raggiungimento di ogni ambizione a riguardo.

Ascoltare i Bereft of Light è come viaggiare trasportati su venti invisibili, la volta giunti lì avvertiremo del movimento, ma mai in modo troppo evidente o chiassoso. Le chitarre dipingono scenari freddi, autunnali e trasportano usando la parola “grazia”, fungendo da perfetto accompagnamento per i tanto aspettati e sospirati momenti malinconici. Hoinar è una calamita da questo punto di vista e non a caso ci viene ripetuto a tono con copertina ed artwork.

Vocalizzi sempre estremi, lamentosi ma passionevoli (anche se apparirà uno spaccato epico/commovente alla Primordial sulla traccia Freamăt), chitarre acustiche poste a gestire adeguati spazi e poi via sull’arrivo delle chitarre, sempre oculate nel distribuire ciò che devono e sanno di principio. Hoinar è una gioia, un disco che alla fine ti da più di quello che ti aspettavi senza sforzi ne tensioni. Ottimo esordio davvero.

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