Balfor – Black Serpent Rising

Un disco fluido, pregno di un’aria nordica alla Immortal che però è capace di non “strafare” nel voler imitare. Un colpo fortemente gradito quello lanciato dagli ucraini Balfor in occasione […]

Un disco fluido, pregno di un’aria nordica alla Immortal che però è capace di non “strafare” nel voler imitare. Un colpo fortemente gradito quello lanciato dagli ucraini Balfor in occasione della loro terza fatica su lunga distanza intitolata Black Serpent Rising.

Il disco è uno di quelli che ti fa ringraziare il fatto di essere ancora qui dopo tanti anni ad ascoltare un genere “delicato” come il black metal. Black Serpent Rising sarà capace di riaccendere la passione di chi era solito scandagliare le più nascoste insenature underground e per chi è ancora convinto di trovare “piccoli capolavori” nei dischi dei monicker  meno conosciuti, i Balfor a mio parere sono proprio da inserire in questa speciale categoria, una categoria che quando si presenta riesce nell’arduo compito di “ringiovanire” spirito ed approccio di ascolto. Da questa visuale non possiamo far altro che esultare con entrambe le braccia al cielo senza il timore di sbagliare schiavi magari di un’illusione temporanea. Ma così non sarà perché Black Serpent Rising non solo resiste a ripetuti giri nel lettore, ma riesce anche a far emergere diverse coloriture che prima magari ci eravamo persi per strada. Il tutto si svolge in maniera semplice, i Balfor non intendono difatti complicare o complicarsi la vita inutilmente, il songwriting sarà lineare e penserà solo a “spingere” nella maniera ritenuta adeguata.

E sarà così che finiremo prigionieri di chitarre ispirate (un pendolare costante fra spinta e melodia) e di una prestazione canora “roca” e “strascicata”, ben lontana da quei toni aspri e pungenti che subito andiamo ad immaginare su questa tipologia di produzioni. Il connubbio funziona e lo fa più che bene, supportato da un lavoro dietro alla batteria “semplice ma dal sicuro trasporto”.

La tracklist ci dona il benvenuto con la title track, ovvero il classico brano che siamo portati a credere come “migliore”. Ma proprio qui i Balfor giungono a stupire, perché più andremo avanti e più troveremo leccornie assortite del tipo di una magistrale Unbounded Wrath Of Venom di un’effimera Heralds Of The Fall o di una malinconica/epica Among The Fallen Ones. Insomma Black Serpent Rising “tiene botta a lungo” e mai farà calare l’asticella del gradimento, proprio per questo motivo riesce nella missione di scalare alcune preferenze, stabilendosi sopra quei lavori già abbondantemente sufficienti e meritevoli di ascolto. Davvero, non privatevi di un incontro con i Balfor se un linguaggio semplice e melodico (talvolta dal taglio epico) fa ancora per voi. Poi quasi perderete il conto di quante volte lo avrete ascoltato.

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