Awe/ Vacantfield/ End – Moerae

Straordinario split a tre dai toni corposi (tre canzoni per cinquanta minuti), nato, cresciuto, accudito e rilasciato interamente fra le preziose mura Greche. Moerae vede impegnate tre formazioni magari poco […]

Straordinario split a tre dai toni corposi (tre canzoni per cinquanta minuti), nato, cresciuto, accudito e rilasciato interamente fra le preziose mura Greche. Moerae vede impegnate tre formazioni magari poco conosciute, ma con davvero tanto da dire (Awe, Vacantfield e End, i più attenti li avranno sentiti sicuramente nominare), tre speciali incarnazioni per le tre Moire della diretta mitologia (Cloto, Lachesi e Atropo).

Un progetto certamente ambizioso ma portato saldamente a termine, tanto che non ci sarà da arrovellarsi troppo una volta cominciato il percorso, Moerae esprimerà difatti tutta la grandezza di cui si fa “sulla carta” portatore. Verremo presi in modo “secco”, sballottati, intrigati, sconnessi, diventeremo prede del destino e dell’inevitabile cammino che ci vede protagonista nelle nostre “piccole” vite in un arco temporale relativamente breve.

Le tre band protagoniste pattuiscono un filo conduttore (ad esempio non ricordavo gli End -i più noti per quanto mi riguarda- così eclettici e profondi) e lo lavorano con estrema-chirurgica attenzione, il genera scelto è un black metal “adulto”, spinoso e dai toni incessanti, abile nel dimostrare subito la sua “grandezza” mantenendo però un che d’intricato in grado di spingerti alla naturale esplorazione. Senza troppi pensieri va consigliato agli amanti di ultimi Mayhem, Deathspell Omega, Abigor e Arcturus per il lato diciamo più nobile. Ci si muove nel campo del “sentimento” (risvolto che potremmo stupire non poco), ma con un fare totalmente sacro ed asettico, perfetta da questo punto di vista la traccia iniziale ad opera Awe, Clotho risulterà lo spezzone più difficile ed affascinante da dover digerire (e per questo dico “forse” la migliore, anche se vi renderete presto conto di quanto sia impossibile giungere a semplici conclusioni), un primo famelico giro su questa incredibile giostra del fato.

Ai Vacantfield spetta il compito “di mezzo” (fra l’altro questa è la loro seconda esalazione discografica dopo il mini -qui trattato- Iteration) con la loro Lachesis, brano meno dispersivo e sotto determinati aspetti più “epico” (si segue di fatto il lato più avantgarde della band coinvolta, non potrete che apprezzare la lunga chiusura) e circolare.

L’ultimo tetro quarto d’ora lo passeremo con gli End, la loro Atropos è arrivata a stupirmi non poco, così intensa e viscerale, “esploratrice” di un territorio quantomeno -all’inizio- imprevisto. Con il passare dei minuti ne intuiremo la portata e la crescente/inevitabile densità.

Moerae saprà di sicuro come trafiggervi, avvertiremo come una colata fredda, tanto distaccata quanto “umana” e viscerale (indicata soprattutto a chi ha lo stomaco forte). Un’operazione che merita di venir assolutamente (ri)scoperta, uno scrigno già aperto, continuo rivelatore di incredibili ed occulte capacità.

About Duke "Selfish" Fog