Autopsy – All Tomorrow’s Funerals

Tornano e ritornano gli Autopsy, ep, full-lenght , video ufficiali, sono ormai tutte cose all’ordine del giorno, non poteva quindi mancare una raccolta antologica bella voluminosa. Ma visto il nome […]

Tornano e ritornano gli Autopsy, ep, full-lenght , video ufficiali, sono ormai tutte cose all’ordine del giorno, non poteva quindi mancare una raccolta antologica bella voluminosa. Ma visto il nome coinvolto non si finisce nella classica operazione inutile o smaccatamente commerciale, i nostri difatti scelgono di infilare su All Tomorrow’s Funerals tutti i vari ep (recenti e remoti) con l’aggiunta di qualche chicca inedita che male mai non fa. Il risultato potrà interessare i vari collezionisti sparsi per il globo oltre i perfezionisti della mitica e rozza band. Solamente i malati cronici di “autopsia” potranno difatti godere di quest’ora abbondante di colante e putrescente death metal.

Il percorso che andremo ad affrontare su All Tomorrow’s Funerals parte dal presente per andare a scavare nel passato, il tutto è posizionato in maniera cronologica, potremo godere in primis degli ultimi brani inediti per passare attraverso il fortunato The Tomb Within (già recensito su questi lidi), Horrorific Obsession (2009) e i più datati Fiend For Blood (1992) e Retribution For The Dead (1991). Coraggiosa l’idea di evitare in questo modo i grandi classici della band per dare un importante e definitivo sguardo alla produzione “meno in vista”. Di sicuro un piccolo prurito l’uscita lo lascia (anche perché le cose ordinate e fatte bene attirano sempre attenzione) e starà solo al nostro portafogli decidere se l’acquisto di questa ghiottoneria andrà fatto o meno.

Non rimane molto da dire se non dedicare un piccolo trafiletto finale ai brani inediti. La title track iniziale non avrebbe per niente sfigurato sul monolite sonoro rispondente al nome di Macabre Eternal, il pezzo tritura ossa a non finire e offre la solita bestiale (e suprema) prestazione vocale grondante Autopsy da ogni poro. Come se ce ne fosse ancora  bisogno questi pezzi dimostrano ancora una volta le chiare intenzioni della formazione americana, niente sperimentazioni nemmeno quando si potrebbe, death metal sano e putrescente, proposto senza il minimo indugio. Per Broken People e Maggot Holes (che funge quasi da stacco prima dell’immersione nei vari ep) si potrebbero usare gli stessi termini senza andare ad intaccare spirito o risultato che non accenna a cambiare di una sola virgola.

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