Atrium Noctis – Aeterni

Quarto disco per i tedeschi Atrium Noctis (li avevamo lasciati sette anni fa con l’album Home) e nuove infiltrazioni a carico di ciò che significava, o si soleva chiedere alla […]

Quarto disco per i tedeschi Atrium Noctis (li avevamo lasciati sette anni fa con l’album Home) e nuove infiltrazioni a carico di ciò che significava, o si soleva chiedere alla musica estremo/melodica durante il lungo periodo degli anni novanta. Il nuovo Aeterni riporta alla nostra attenzione quell’orologio rotto e capace di scremare già alla fonte buona parte dei “perfezionisti” odierni. Il disco è molto semplicemente un pugno al cuore, conosce a menadito gli antri battuti e li tinge con ulteriori dosi d’oscurità ed esperienza. Ma sono anime pacate gli Atrium Noctis (stampatevelo bene in testa), a loro piace viaggiare secondo usi e costumi ormai belli che andati e mai in nessuna occasione lasciano trasparire voglie evolutive o vaghi e repentini cambiamenti d’umore.

Tastiere, impianti melodici dal lieve sentore sognante e gorgheggi femminili affiancati ora ad aspre urla, ora a soluzioni più oscure. Servono queste semplici applicazioni agli Atrium Noctis per riuscire ad accendere determinate emozioni, emozioni pronte a richiamare alla fonte Cradle of Filth o cose più melodiche e spettrali riguardanti la loro specifica nazione.

Aeterni ha la funzione di lento veleno e necessità di opportuni e diversi passaggi prima di liberare la sua intrinseca “saggezza”. La velocità verrà quasi bandita a favore di strutture “sornione”, pronte a muoversi come rugginose altalene sotto un cielo autunnale. La produzione non può fare altro che accodarsi alla volontà primordiale residente nel progetto (o la si ama oppure…), in tal modo si fugge dalla pulizia preferendo virare verso suoni semplici, imperfetti e chiusi. Posso capire che per molti oggi tutto ciò possa significare realmente poco, ma sono altresì certo che altri “reduci” potranno estrarre nettare prezioso dalle varie Datura Noir, Leviathan e Die Nacht des Falken, tutte egualmente preziose e trainanti a loro modo.

Ci sono dischi che più di altri nascono per rievocare il passato, Aeterni è uno di questi, non sarà quel capolavoro da urlare a squarciagola ma nel “suo” riesce a manifestare ciò che è giusto e ciò che andrebbe sempre fatto quando si crede fermamente in qualcosa. Tele e trame che non potranno mai lavarsi via, vietato ignorare se siete cresciuti nell’ombra del black metal gotico/melodico, dopodiché varcare il cancello di copertina costituirà quel tuffo di reale passione che dopo mille ascolti e peripezie ancora oggi è in grado di prenderci.

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