Atrament – Demo MMXV

Il fascino della musicassetta, un colpo di coda inaspettato, capace di ritrovare il suo ideale mercato lontano dai facili guadagni. Poche copie, giusto quelle che bastano e stop, poi se […]

Il fascino della musicassetta, un colpo di coda inaspettato, capace di ritrovare il suo ideale mercato lontano dai facili guadagni. Poche copie, giusto quelle che bastano e stop, poi se son rose fioriranno.
E’ questo il ruolo di Demo MMXV, esordio assoluto per i feroci e sanguinolenti Atrament. L’affare comporta due pezzi in cambio di cinque velenosissimi minuti di musica, se sei bravo non è necessario  più tempo per far intendere genere, intenzioni o quant’altro.

I due brani sono davvero ottimi, difficile voler pretendere di più da un nuovo nascituro (la prima Consumed squarcia e “rimescolta” con avidità, rigirando subdolamente il coltello dentro la ferita, la seconda World of Ash appare invece più bestiale, marcata e “classica”). Gli Atrament provengono dagli Stati Uniti (nati da personaggi “del mestiere”, se già conoscete sono implicati personaggi di Moral Void, Black September, Abstracter, Necrot, Caffa e Vastum) e sprezzanti ci vomitano addosso due mefitiche canzoni a dir poco trascinanti, figlie bastarde di qualche vecchia puttana con mani in pasta su generi come death, grindcore e punk. Manate tinte di nero ci vengono scagliate contro senza pietà, sulla scia di chitarre taglienti e perforanti, la voce è rude, affascinante e catramosa, così ben pregna d’odio represso da formare un duetto da urlo con le asce.

I nomi di riferimento possono essere Wolfpack/Wolfbrigade, Skitsystem, Disrupt o i sempre classici e calzanti Napalm Death. Sensazioni crust pronte a trionfare lancinanti per tranciare di netto ogni cosa posta sul cammino, una grattugia sonora che non ammette freni (anche se sembrano in qualche modo mantenere “più controllo” rispetto gli illustri colleghi). Se siete soliti collezionare minuscole reliquie questo demo va preso subito, senza alcun indugio o ripensamento.

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